La manifestazione
Imt, un boom: 110 domande per ogni borsa
In tutto 3.745 candidature ai dottorati di ricerca per 34 posti in totale. Si rafforza il rapporto con le aziende locali
LUCCA. Sono 3.745 le richieste di accesso ai corsi di dottorato di ricerca per l'anno accademico 2016-2017: in pratica 110 domande per ciascuna delle 34 borse di studio messo a disposizione dalla scuola. Quasi il doppio rispetto allo scorso anno, con un ulteriore incremento di candidature da università italiane.
Un record assoluto di richieste di iscrizioni per Imt Lucca che si appresta a festeggiare il decimo anno di attività con risultati che vanno oltre le previsioni. Dati alla mano, dal 2005 ad oggi è stata una vera éscalation di iscritti, culminata con il picco di richieste registrate alla chiusura del bando, lo scorso 13 luglio. Il rapporto da uno a 110 tra posti disponibili e aspiranti studenti è di fatto un numero impensabile per qualsiasi corso di dottorato.
Per fare un esempio, lo scorso anno l'Università di Pisa non ha raggiunto le 900 domande per 211 posti, con un rapporto di uno a quattro. Imt Lucca è così una scuola di formazione post laurea sempre più ambita dagli studenti di tutto il mondo. Lo dimostra la provenienza delle domande di ammissione: 1700 arrivano da Medio Oriente e Asia, 1345 dall'Africa, 163 dal continente americano, 8 dall'Oceania e il resto dall'Europa.
Insomma, nella scuola di Alti Studi di Lucca che si attesta tra i cinque maggiori istituti di formazione italiani, si parlano tutte le lingue della terra. I suoi progetti, spiega il direttore Pietro Pietrini «consentono agli studenti un'istruzione di altissimo livello, indispensabile per affacciarsi al mondo del lavoro e magari pensare a una carriera da sogno, quella che potrebbe un domani contribuire alla formazione della nuova società e classe dirigente. Nostro obiettivo è garantire un'eccellente preparazione multidisciplinare e fornire competenze specialistiche, fondamentali per agire in ogni paese del mondo e muoversi agevolmente sui mercati internazionali».
Anche in virtù di questo i progetti di Imt nascono e si sviluppano con un'ottica multietnica che, aggiungono Massimo Riccaboni, Rocco De Nicola ed Emanuele Pellegrini, rispettivamente direttori dei curricula di economia e management science, computer science e beni culturali, cui fa riferimento il bando di dottorato in questione «prevede l'abbattimento di quelle barriere di ignoranza che ancora oggi stabiliscono confini di religione, razza e orientamento sessuale». Compito della scuola lucchese è dunque una formazione a tutto tondo che porti all'individuazione di soggetti validi, capaci di mettersi in gioco in campo internazionale. Ad oggi l'ambito risultato è stato raggiunto da 217 studenti i quali, grazie al dottorato di ricerca conseguito a Lucca, hanno trovato lavoro in istituzioni e società di prim'ordine in Italia, in Europa e oltreoceano. Altri sono riusciti a inserirsi nei più prestigiosi atenei italiani ed esteri, ricoprendo ruoli importanti. Si sta così delineando la figura del dottorando Imt, dove si opera solo seguendo il criterio meritocratico e trasversale mediante meccanismi selettivi che «dovrebbe essere di esempio per tutti gli istituti di formazione, in quanto linfa vitale per il sano sviluppo di un'istituzione internazionale che fa del merito uno dei suoi valori fondanti» aggiunge Pietrini. E annuncia la novità, già approvata dal consiglio accademico di Imt: l'attivazione, da quest'anno di master specialistici di I e II livello che avranno un taglio professionalizzante e un legame più forte con il territorio e le aziende locali, con cui la scuola intende avviare un dialogo sempre più intenso e produttivo che porti a sodalizi importanti, capaci di sviluppare ulteriormente competenze e imprenditoria.
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