Il Tirreno

Lucca

Raid notturno al Marameo in via Santa Croce

di Barbara Antoni
Raid notturno al Marameo in via Santa Croce

Lucca: spaccati bicchieri e bottiglie, un televisore, il registratore di cassa e il tablet. Il gelato rovesciato per terra dai frigo

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LUCCA. Un locale devastato, danni per decine di migliaia di euro al Marameo, pizzeria e gelateria con il doppio affaccio su via Santa Croce e piazza dei Servi. Spaccati tutti i bicchieri (alcuni sono stati rotti e infilati nel forno), idem le bottiglie a portata di mano; spaccati i frigo, le vasche di gelato dell’espositore che guarda via Santa Croce svuotate e il contenuto rovesciato a terra. E poi spaccato uno dei televisori a schermo piatto sulla mensola in alto, l’iPad lasciato nel locale pestato e sbriciolato sotto i piedi, divelto il registratore di cassa. L’artefice di questo disastro ha poi imboccato le scale ed è sceso in cantina, usata come magazzino: e qui sono state spaccate altre decine di bottiglie, in prevalenza di birra; la partita di gelato che era stata ricevuta e collocata nei congelatori sabato tutta estratta e gettata per terra: il gelato si è presto trasformato in poltiglia. Per completare l’opera, l’autore del raid ha preso l’estintore e lo ha praticamente svuotato del suo contenuto disperdendolo in tutto il locale.

Erano le 4 della notte fra sabato 16 e domenica 17 luglio quando nel locale è sembrato che si scatenasse l’inferno.

Una furia impazzita e - almeno sulle prime - immotivata è quella che si è abbattuta sull’esercizio. L’artefice, al momento, risulta uno solo: un ragazzo minorenne colto in flagrante nel locale dalla polizia e bloccato mentre stava portando a termine la sua “impresa”.

Emi Marraccini, una dei titolari dei locali a marchio Marameo in città, è scettica sul fatto che una persona sola possa avere compiuto quello scempio: la sua idea, piuttosto, è che fossero in più d’uno.

In base a una prima ricostruzione, il teppista ha fatto irruzione nel locale da piazza dei Servi. Con tutte le probabilità ha usato una delle sedie di ferro battuto e pieno fuori dal locale come testa d’ariete per infrangere la parte inferiore della vetrata, sfondarla e introdursi all’interno.

Non poteva passare inascoltato un frastuono del genere. Infatti ha svegliato una vicina che, prima incredula e poi impaurita, si è resa conto di quanto stava accadendo e ha chiamato le forze dell’ordine. Intanto è scattato l’allarme, collegato coi telefonini dei titolari, che sono corsi al locale. E qui si sono trovati davanti la devastazione, oltre alle forze dell’ordine che avevano fermato il ragazzo e lo stavano per portare via. Poco dopo, risulta, che al Marameo si sia recato anche un genitore del ragazzo.

Dalle 5 del mattino di domenica lo staff del Marameo di via Santa Croce si è messo all’opera per pulire il locale e rimetterlo subito in condizioni di lavorare.

La signora Emi ha gli occhi cerchiati, è provata dalla stanchezza. Sono le 15 del pomeriggio di domenica, pulisce da dieci ore con le sue collaboratrici. È stata una fatica immane rimuovere lo strato di gelato sciolto misto a birra e vetri rotti che si era depositato nella cantina. Per non parlare della polvere sprigionata dall’estintore, andata a depositarsi ovunque, perfino negli anfratti dei travi antichi del soffitto, perfino dentro gli sportelli appesi al muro rimasti indenni dalla furia. Emi non si dà per vinta. «Vogliamo riaprire stasera (ieri sera, ndr). Non riusciamo a spiegarci un gesto del genere - dichiara -. Visto come ha agito, viene da pensare che si sia trattato di una vendetta. Secondo quanto ci è stato riferito, il ragazzo prima di arrivare qui si trovava in via Vittorio Emanuele».

La dinamica del raid insomma è ancora tutta da scrivere con precisione. Rimangono però i suoi effetti, i danni subiti dal locale e soprattutto la paura. «Non ne possiamo più - dice sgomenta la signora Emi -. Questo è un fatto eclatante, ma i piccoli furti sono all’ordine del giorno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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