La fortezza contesa di Verrucole: storia di oltre mille anni
Il fortilizio di San Romano è stato un avamposto ambito poi un carcere. Oggi è palcoscenico di spettacoli e cultura
LUCCA. Una fortezza d'altri tempi. E la notte in Garfagnana, con le vallate che dormono e le montagne a vegliare il sonno e i sogni. Suggestioni al top nella tredicesima maxifoto di “Lucca di notte”, la raccolta in ventiquattro immagini – tutte scattate da Fabio Muzzi - che Il Tirreno regala ai lettori e torna nelle edicole dopo la pausa del fine settimana.
Allegata al giornale di lunedì 18 luglio ci sarà una bellissima veduta della fortezza di Verrucole, uno dei monumenti più significativi dell'Alta Garfagnana. Imponente, quasi sospesa sulla sommità di un colle scosceso e pietroso, la fortezza si erge in un mare di verde, sui tornanti verso San Romano: sotto c'è il fiume, d'intorno le montagne apuane e appenniniche. Un posto unico e selvaggio, dal quale molti ritengono si ammiri il più bell'orizzonte della Garfagnana.
Dal 1986 di proprietà del comune, la sua attuale conformazione risale ai secoli XV e XVI, quando diventò un fortilizio degli Estensi che dominarono gran parte della Garfagnana. Ma le sue origini sono molto più lontane. Questo luogo così aspro era abitato fin dalla preistoria, come hanno dimostrato numerosi ritrovamenti dell'età neolitica. Faceva gola la sua posizione quasi inaccessibile, così si ritrovò al centro di continue battaglie. Le prime a contendersi il territorio furono le famiglie feudali, tra le quali ebbe la meglio quella dei Gherardeschi, che fecero di Verrucole il quartier generale fino alla seconda metà del XIII secolo. Ma era pure il periodo delle guerre espansionistiche delle città e Lucca puntava verso nord, quindi anche verso Verrucole. Non si contano gli assalti che tra il XII e il XIII secolo i lucchesi sferrarono per espugnare la fortezza: il più importante avvenne nell'inverno del 1170.
La lunga età di mezzo vide il fortilizio passare di mano in mano e sempre teatro di furiosi combattimenti, finché non ne entrò in possesso la Casa d'Este di Ferrara, che vi si stabilì nel XV secolo dopo la conquista di molti territori garfagnini. Le fattezze di oggi risalgono a quell'epoca, quando i marchesi e i duchi estensi diedero incarico di ampliare e potenziare l'impianto medievale del fortilizio per adeguarlo alle mutate esigenze difensive dell'epoca. Della sua riorganizzazione si occupò anche Ludovico Ariosto, che per conto degli estensi fu governatore della Garfagnana dal 1522 al 1525: tra l'altro in questo periodo il poeta viene ricordato a Castelnuovo nel cinquecentesimo anniversario dell'Orlando furioso, il suo capolavoro, la cui prima edizione uscì, appunto, nel 1516. La fortezza rinascimentale è quella che vediamo oggi: due bastioni, i resti di una torre semicircolare, le cortine della parte centrale e il recinto di mura a sud-ovest. Sicura in ogni suo punto, venne usata dagli estensi anche come carcere, dove furono rinchiusi molti dei banditi che imperversavano in Garfagnana ai loro tempi. Il Comune di San Romano l'ha acquistata nel 1986, ma c'è voluto molto tempo prima di poter disporre dei finanziamenti necessari al restauro, durato poi una ventina d'anni e terminato nel 2012. Dall'anno successivo a occuparsi della gestione è l'associazione Mhl che ha ridato vita alla fortezza con il progetto Archeopark: rievocazioni storiche, eventi, laboratori e visite guidate che ogni anno accompagnano l'apertura al pubblico del monumento – da maggio a ottobre –, garantita dal sodalizio. Anche l'estate 2016 è piena di appuntamenti. Dalle dimostrazioni di uso dei macchinari d'assedio, proposte da giugno a ottobre durante le visite guidate, alle lezioni di artigianato medievale, sabato 23 e 30 luglio. Il 23 luglio sarà la sera del tour notturno alla fortezza, preceduto da un concerto di musiche tradizionali garfagnine. E il 10 agosto altra serata al chiaro di luna, con una camminata sotto le stelle di San Lorenzo (www.fortezzaverrucolearcheopark.it).
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