Finanza
La sfida di Garzella «Primarie e subito»
E dal pubblico tanti attacchi all’amministrazione Tambellini
LUCCA. I toni sono sereni e bonari, almeno da parte di colui che ha dato il via all’iniziativa, ma è inutile fare giri di parole: la sostanza è una dichiarazione di guerra all’attuale sindaco Alessandro Tambellini, una guerra tutta in casa Pd. È quella arrivata ieri mattina in occasione dell’incontro organizzato dal presidente del consiglio comunale Matteo Garzella. Un incontro organizzato in contesto volutamente insolito (un bar in via Sorbano del Vescovo), fuori dal palazzo e vicino ai luoghi amati da Garzella. Argomento? Le primarie del centrosinistra. Quelle primarie a cui il sindaco in carica ha già fatto sapere di non volere, dichiarando di essere pronto a lasciare se verranno organizzate.
Invece Garzella le primarie le chiede, e dice anche quando farle. In un incontro che, se fosse un film, avrebbe anche un sottotitolo, ossia «sono pronto a correre anch’io». Questo anche se lo stesso presidente del consiglio, a precisa domanda, non conferma (ma nemmeno smentisce) ma si limita a ribadire che «l’incontro serviva a indicare la necessità di un percorso che porti alle primarie».
Il perché? Garzella parte nella sua analisi dalle recenti amministrative. Sostiene che le questioni che interessano la città devono venire prima dei temi politici nazionali («Non possiamo dire pensiamo al referendum, poi occupiamoci di Lucca. No, Lucca viene prima»), e, citando il caso Torino, sottolinea che non basta nemmeno più aver governato bene per un’amministrazione uscente, ma occorre porsi comunque nell’ottica del cambiamento. Quindi parla della necessità di far partecipare i cittadini nelle scelte. Tre punti cui, durante il discorso, ne aggiunge un quarto, che poi è quello fondamentale: «Serve un partito attorno al quale si devono aggregare le forze civiche, serve una squadra civico/politica e non la vecchia ricetta delle coalizioni. E l’unico strumento valido è rappresentato dale primarie, non serve imporre un candidato dall’alto».
E non finisce qui: «Le primarie da sole non bastano – ha proseguito Garzella – bisogna mettere regole chiare da rispettare prima e dopo. Chi cita l’esempio del 1998 (quando il centrosinistra fu sconfitto ndr) per dire no alle primarie fa un esempio sbagliato, perché all’epoca non furono fatte le primarie e le divisioni sono rimaste dopo il primo turno, dove le varie anime del centrosinistra assieme avevano superato il 50%. Quindi le primarie vanno fatte e vanno fatte presto, in modo da ricucire le diversità, e non come nel 2007, quando furono fatte a febbraio e il tempo rimasto non bastò a ricomporre lo schieramento». E Garzella indica anche una data: «Il 6 novembre si vota per il referendum, il 4 dicembre si fanno le primarie».
Tra il pubblico molti esponenti della politica non solo locale come dall’assessore regionale Marco Remaschi o il sindaco di Borgo a Mozzano (nonché segretario territoriale Pd), Patrizio Andreuccetti, entrambi di fede renziana. E, ancora, diversi consiglieri comunali, non solo del Pd come Valentina Mercanti o Lucio Pagliaro, ma anche il centrista Giorgio Mura, o Roberto Lenzi, eletto nell’Idv. E poi altri esponenti del Pd, come l’ex segretaria Francesca Pacini, e il responsabile organizzativo Stefano Gherardi. Da parte loro nessun intervento (con la sola eccezione di Mura), ma già la presenza costituiva un dato significativo.
Hanno invece parlato i rappresentanti del mondo dell’associazionismo, presente in forza in quest’occasione. Da Simonetta Simonetti dell’associazione Amici delle Mura a Elio Antichi, che ha ricordato di essere un fondatore del Pd. Da loro parole dure verso l’amministrazione Tambellini, accusata in sintesi di aver tradito il mondo del volontariato, non solo non sostenendolo, ma addirittura facendo politiche punitive nei suoi confronti. «Ricordo lo sgarbo amaro subito da quest’amministrazione», ha detto Simonetti, dando poi una sorta di investitura a Garzella («ti auguro tanta fortuna»). Antichi da parte sua ha citato i canoni aumentati alle associazioni e, ha aggiunto, «possiamo scordarci della pessima figura fatta con le Casermette?». Ancor più duro l’intervento di Alessandra Nieri, che ha ricordato di aver contribuito a preparare il programma elettorale sulle politiche sportive poi presentato dal sindaco al momento del voto: «Conosco bene le promesse fatte per lo sport, e sono state tutte disattese». Toni duri, con Garzella che ha cercato timidamente di moderare i toni, anche se il suo «siamo qui per pensare al futuro, non per giudicare l’attuale amministrazione», non è servito a molto. E, a chiudere gli interventi, quello abbastanza a sorpresa di Giovanni Pierami, di “Per Lucca” (e già assessore nelle passate amministrazioni di centrodestra), che ha invitato a superare le tifoserie in politica, ma di guardare a valori e contenuti.
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