Il Tirreno

Lucca

Esposto in procura per la Lima

di Emanuela Ambrogi
Esposto in procura per la Lima

Il comitato a difesa del corso d’acqua chiede di verificare se le procedure seguite sono state corrette

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BAGNI DI LUCCA. Esposto in Procura perché la magistratura faccia piena luce sui tanti dubbi che ambientalisti, operatori del turismo e del commercio e cittadini nutrono sull'iter per la concessione del permesso di costruire una nuova centralina sulla Lima, a loro giudizio un danno irreversibile per le attività e la natura dei luoghi. L'esposto è stato presentato dal comitato “Salviamo la Lima”, che si sente abbandonato da politici ed istituzioni.

Al sindaco Massimo Betti, al presidente della Provincia Luca Menesini, all'assessore regionale Marco Remaschi e al consigliere regionale Stefano Baccelli il comitato aveva scritto una lettera perché uscisssero dall'ambiguità e dimostrassero con i fatti se stanno dalla parte della gente della Valle o da quella dei cementificatori. Solo Betti si è fatto vivo, per assicurare che farà tutto il possibile per fermare la richiesta, il cui iter in Regione è pressoché definito. Sul fronte politico amministrativo gli ambientalisti non si aspettano granché e temono che sulla Lima, a Fabbriche di Casabasciana, siano in arrivo le ruspe che costruiranno l'ennesima diga per la produzione di energia elettrica.

Per il comitato a guadagnare sarà solo la società costruttrice, mentre avranno gravi conseguenze tutte le attività legate al turismo fluviale e all'ambiente, che stanno conoscendo un boom benefico per tutta l'economia e il lavoro nella Valle. Ma è tutto in regola nella procedura per il permesso? Il comitato lo chiede nell’esposto: «La vicenda della centrale idroelettrica sulla Lima è zeppa di stranezze, incoerenze e leggerezze che a vari livelli ne hanno agevolato il percorso - dice il portavoce del comitato, Liano Picchi -. Leggi e regolamenti che sembravano scritti per essere aggirati, verifiche tecniche che invece di rilevare ostacoli esistenti si adeguavano a interpretazioni benevole ed elastiche tali da non intralciarne l'itinere».

Tante cose che hanno insospettito i membri del comitato nato in difesa della Lima che finalmente hanno raccolto tutti questi dati e vicende in esposto alla Procura della Repubblica. Ora si augurano che l’autorità giudiziaria possa vagliarle con rapidità e attenzione affinché si chiarisca se i sospetti sono fondati e se l'assenza o la superficialità di certi controlli sia frutto del caso o di una vera e propria volontà generale che sembra piegarsi di fronte a questa “macchina inarrestabile”. «Nessuno sembra volersi prendere la responsabilità politica della paternità di questo progetto, né la maggioranza e l'opposizione locale, che si sono espresse nettamente contrarie, né addirittura le stesse autorità competenti che sono subentrate a vari livelli nell'iter autorizzativo - prosegue Picchi -. Un progetto presentato da una Srl con un capitale sociale di 10.000 euro, il cui presidente, figlio di un importante ex ministro, definisce il suo ruolo su internet come un “facilitatore” e a fine iter si ritira lasciando un amministratore unico di Genova da noi conosciuto per aver firmato impegni che poco dopo non ha rispettato. Questo è il contesto in cui tutto ciò è avvenuto».

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