Il Tirreno

Lucca

famiglia buchignani chiusa nel silenzio

«Stiamo cercando di sopravvivere»

La figlia della vittima: «Per ora non ce la sentiamo di dire nulla»

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LUCCA. È silenziosa la risposta di Barbara: la figlia ventisettenne di Pietro Buchignani, sessantenne lucchese morto tre giorni fa dopo aver ricevuto un pugno durante una lite per un parcheggio a Lido di Camaiore, difende il suo dolore e quello della sua famiglia. È ancora troppo presto per parlare, troppo acuta la sofferenza per lei e la sua mamma, Delia Bellandi, che da mercoledì sono sprofondate in un incubo: un incubo che si è consumato in una strada tranquilla, via Buonarroti, in pieno giorno, davanti alla loro casa delle vacanze, dove non ti saresti mai aspettato che potesse accadere una simile tragedia. «Stiamo cercando di sopravvivere, in questo momento non ce la sentiamo di parlare». Questo il messaggio che Barbara Buchignani, da noi contattata, ci invia attraverso un messaggio privato di Facebook. Poche parole alle quali aggiunge un educato ringraziamento per l’articolo da noi pubblicato il giorno dopo la morte del padre e nulla di più. Poi la conversazione si interrompe e Barbara Buchignani si chiude di nuovo, comprensibilmente, nel suo doloroso silenzio. Silenzio che aveva interrotto per la prima volta giovedì sera dedicando un post sulla sua pagina Facebook al suo amato padre, aprendosi in qualche modo alla ricerca, forse, del sostegno dei suoi amici: «Sei e sarai sempre nel nostro cuore papà, non ti lasceremo mai, sei il nostro amore. Ciao Papà». E immediatamente in tantissimi le hanno espresso la loro vicinanza: ci sono i suoi amici ma anche i colleghi del padre e della madre e persone che pur non conoscendola bene si sono sentiti di starle accanto, altri che non credevano che potesse trattarsi proprio di quel Pietro Buchignani che loro conoscevano, finché non hanno letto il suo post sul social network. Sono oltre duecento i messaggi di condoglianze e affetto che si susseguono uno dopo l’altro in un continuo scorrere di interventi che non sembra ancora essersi placato. Incredulità, dolore e rabbia: questo esprimono gli amici di Barbara di fronte alla tragedia che ha strappato in un secondo Pietro Buchignani alla sua vita. Ma esprimono anche ammirazione per il ragioniere lucchese che abitava a Sant’Anna e che per anni ha lavorato nel settore amministrativo della Sofidel, che amava i libri e la montagna. Un punto di riferimento per la sua famiglia e per i suoi colleghi, «una persona gentile» lo definiscono in tanti. «Era orgoglioso dei tuoi disegni», scrivono ancora a Barbara. Lei risponde: «Io sono orgogliosa di averlo avuto nella mia vita, sono orgogliosa di lui e di quello che mi ha insegnato».

Federica Scintu

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