Il Tirreno

Lucca

È all’obitorio da 15 giorni il bambino nato morto

Luca Tronchetti
È all’obitorio da 15 giorni il bambino nato morto

Lucca: dopo l’esposto-denuncia presentato l’8 luglio alla procura della Repubblica i genitori chiedono l’esame autoptico per poter dare sepoltura al loro primo figlio

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LUCCA. Da 15 giorni il corpicino senza vita di Rayan si trova in una cella frigorifera all’obitorio del Campo di Marte. Il 30 giugno scorso è venuto alla luce nella sala parto dell’ospedale San Luca senza attività respiratoria o battito cardiaco. In sostanza è nato morto. Un bimbo già formato del peso di tre chili e 700 grammi, primo figlio di una giovane coppia che aspettava di assaporare la gioia di una nascita tanto attesa che avrebbe allietato la loro esistenza. Qualcosa non è andato per il verso giusto e adesso i coniugi - lei extracomunitaria, lui italiano, residenti nella periferia cittadina - vogliono sapere cos’è accaduto. Non accusano esplicitamente nessuno, ma chiedono di conoscere la verità. Invece da ormai due settimane non sanno più niente della loro creatura. Vorrebbero dargli degna sepoltura, ma quel corpicino è in una cella frigorifera in attesa di un esame autoptico che chiarisca il perché di un decesso apparentemente senza spiegazioni.

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I fatti. Inizialmente il primario del reparto ostetricia e ginecologia venuto a conoscenza dell’accaduto, analizzato i documenti presenti nella cartella clinica e le procedure seguite, dopo aver ottenuto dai genitori l’autorizzazione al riscontro diagnostico sul neonato aveva inviato comunicazione alla procura della Repubblica il primo luglio. Ma neanche 48 ore dopo, prima che il dottor Stefano D’Errico (anatomopatologo incaricato dall’Asl) eseguisse l’autopsia, ecco che attraverso una missiva il padre del neonato chiede di sospendere la procedura e comunica all’azienda sanitaria che si rivolgerà a un legale e alla procura affinchè venga avviata un’indagine per sapere la verità. E così accade.

Una settimana di stop. La puerpera esce dall’ospedale e con il marito, un operaio di 37 anni, si rivolge ad un legale. Venerdì 8 luglio viene inviato in procura un esposto-denuncia circostanziato a firma di entrambi i genitori di Rayan che vogliono sapere come e perché e morto e soprattutto se non fosse stato il caso di procedere con un taglio cesareo anziché con il parto naturale. Passa una settimana e adesso il fascicolo è stato assegnato dal procuratore facente funzioni al sostituto Sara Polino che dovrà leggersi l’esposto e provvedere alla nomina di un medico legale inviando alle parti interessate (ginecologi, ecografisti, personale sanitario che ha avuto in carica in ospedale la puerpuera) l'informazione di garanzia affinché, se lo riterranno opportuno, possano incaricare un sanitario di fiducia che assista all'esame necroscopico. Adesso è importante che l’iter giudiziario si metta in moto. Nessuno accusa nessuno. C’è una giovane coppia che soffre e s’interroga. Una risposta ci pare doverosa.

 

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