Il Tirreno

Lucca

«Regalo un progetto per il teatro all’aperto»

di Flavia Barsotti
«Regalo un progetto per il teatro all’aperto»

Il vignettista Sesti avanza la proposta pubblica, ma il sindaco è secco: «Ben vengano le idee, meno i protagonismi»

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LUCCA. «Possibile che in tempi di piano strutturale non ci siano riferimenti all'utilizzo di nuovi spazi della città in chiave teatrale? Se D'Alessandro dovesse portare via il Summer, Lucca resterebbe a zero», dice il vignettista Alessandro Sesti mentre consegna alla città il progetto di un teatro esterno nei giardini di piazzale San Donato. «Una proposta, la mia, almeno per i mesi estivi - spiega - per dotare il centro di un proprio spazio per lo spettacolo». Un palcoscenico di trenta metri per dieci di profondità e una serie di strutture mobili, estensibili in caso di bisogno: è questo, per lui, il tratto più significativo dell'idea che comprenderebbe, con il primo settore, 750 posti, ma che potrebbe raggiungere i 2500 a sedere fino ad arrivare a 7.000 con quelli in piedi. «Le sedie - afferma Sesti - sarebbero fissate a terra, mentre per tutta la parte del backstage, potremmo sfruttare i cortili della scuola Dante Alighieri, chiusa in estate, e il retro della porta, dal lato di Itinera, senza ulteriori allestimenti». Una struttura che potrebbe funzionare da giugno fino ai Comics, destinata a un'ampia tipologia di generi: lirica, prosa, pop, balletto, talk show e cinema. «L'ex Cavallerizza inoltre consentirebbe un ottimo rapporto dentro/fuori - continua - in caso di maltempo, il pubblico potrebbe spostarsi al coperto o potremmo utilizzarla a completamento delle attività sul palco, anche per mostre». Una zona particolarmente adatta, secondo Sesti quella di porta San Donato, perché lontano da abitazioni e negozi, ma facilmente raggiungibile grazie al vicino parcheggio Palatucci. «Con questo progetto, consegno un'idea alla città a cui ho lavorato, in maniera gratuita, con gli architetti Croci, Parenti e Cossio. La Soprintendenza ha dato indicazioni per arricchirne i requisiti«. Dalle Belle Arti, spiega Sesti, è giunto l’input a ridare vita, per i mesi in cui il palco non è presente, all'antico scenario di piazzale San Donato, riproducendo il ponte levatoio e arricchendo l'area di una piattaforma per concerti dal pubblico ridotto. «Con la mia proposta offro la possibilità alla città di mettersi al passo coi tempi - sostiene Sesti - ma trattandosi di uno spazio del Comune, adesso sta al sindaco fare qualcosa». Difficile per il momento prevedere i costi. »Confrontandomi con un impresario, potrebbero volerci circa 2 milioni spalmati su tre anni - spiega il vignettista - Il vero investimento riguarderebbe però solo le infrastrutture (canalizzazioni e pozzetti della luce) e il noleggio della parte mobile». Dopo un incontro con Tambellini avvenuto giorni fa (sebbene l'idea girasse da oltre un anno), Sesti spera «che l'amministrazione possa andare oltre le parole di apprezzamento e compiere i passi necessari, visto che in passato l'ufficio tecnico di Palazzo Orsetti si era interessato alla proposta».

Tambellini però replica secco su Facebook: «Sul progetto di teatro all'aperto alla Cavallerizza, a cui l’amministrazione aveva già pensato proprio per la configurazione dell'area, è necessario chiarire che le idee hanno bisogno di attuazione pratica. Questo presuppone un'attenta valutazione sull’idoneità dello spazio e la sostenibilità economica dell'operazione che si vuol fare. Non si tratta semplicisticamente, come qualcuno in passato ha fatto, di dire mi piace: lo posso dire durante una conversazione fra amici al bar, non certo come sindaco di Lucca. Quindi, andiamo avanti con la sistemazione esterna della Cavallerizza con la Soprintendenza. Intanto ben vengano le idee, un po' meno i protagonismi».

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