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Invasione di cinghiali e prato devastato

Invasione di cinghiali e prato devastato

Le battute di caccia non rallentano l’invasione, gravi danni sulle colline di Montecarlo e adesso si teme per i campi coltivati

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MONTECARLO. Adesso tocca ai giardini, ma – non è una previsione difficile – con il passare delle settimane toccherà ai campi coltivati, seguendo il ciclo delle maturazioni, e il conto dei danni pare inevitabilmente destinato a salire. Stiamo parlando delle devastazioni provocate dai cinghiali. Un fenomeno che periodicamente, e con frequenza sempre maggiore, si ripropone nelle campagne, ma anche nelle citta e nei paesi (e non solo nelle periferie, basta pensare all’esemplare avvistato e fotografato pochi giorni fa in pieno centro a Porcari).

L’ultimo episodio in ordine di tempo è avvenuto sulle colline di Montecarlo, dove i cinghiali (difficile pensare a un solo esemplare) hanno preso di mira un giardino e il prato curato che lo caratterizzava. Il caso è stato segnalato dalla stessa proprietaria del giardino preso di mira al sindaco di Montecarlo Vittorio Fantozzi, con una serie di foto, che valgono più di mille parole, pubblicate sulla pagina Facebook del primo cittadino.

Sul posto è stato, per conto dell’amministrazione, anche il consigliere comunale Marco Carmignani, che conferma le devastazioni provocate dagli animali: «Sono stati almeno 7/8 esemplari, e i danni provocati sono stati notevoli, con il prato rovinato e non solo. Qui è in funzione anche un robottino tagliaerba, e per farlo funzionare era stato montato anche una recinzione apposita che indicava i limiti entro i quali poteva spostarsi. Ebbene, i cinghiali hanno distrutto anche quella recinzione».

Fin qui la constatazione, il difficile resta la cura: «Già un po’ di pioggia potrebbe limitare i danni – riprende Carmignani – in questo momento i cinghiali sono alla ricerca di radici fresche, e quelle, con questa siccità, le possono trovare soprattutto nei giardini curati. Ma a breve spunterà in granturco, e allora saranno i campi coltivati a essere presi di mira (a dire il vero episodi di campi di mais devastati sono già stati segnalati nella vicina piana della Valdinievole ndr), poi arriverà l’uva matura... insomma, una battaglia senza fine».

Una battaglia senza fine e difficile anche da combattere, perché l’unica strada conosciuta è quella delle battute di caccia, ma che finora non hanno prodotto risultati particolari: «Regione e Provincia – riprende il consigliere comunale – hanno dato vita a un piano di abbattimento, con persone abilitate. Ci sono state diverse uscite, anche nel nostro territorio, ma senza risultato. Il cinghiale è un animale difficile da catturare. La speranza è quella di riuscire almeno a cambiare le sue abitudini, a spaventarlo con queste campagne, e di riuscire ad allontanarlo verso le zone più isolate, dove possono provocare meno danni. Ma è un’impresa difficile».

Così come è difficile rimediare economicamente ai danni provocati: «Vedremo se potremo fare qualcosa, ma al momento non ci sono fondi dell’Atc per questi danni».

Fondi, quelli dell’Ambito territoriale di caccia, che sono destinati appunto a risarcire chi subisce danni dagli animali selvatici, ma anno dopo anno i danni continuano a crescere, e quei rimborsi non bastano più.

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