Il dolore
Via al bando per l’area universitaria
La Regione ha autorizzato il cambio di destinazione d’uso degli spazi
LUCCA. Via libera della giunta regionale alla rimodulazione delle funzioni per l’ex Manifattura Tabacchi interessata dal progetto Piuss. Dopo avere concordato con l’amministrazione comunale la riconversione dei fondi Piuss (circa 11 milioni) in fondi regionali, il governo toscano ha autorizzato il cambio di destinazione rispetto al progetto originario.
Depennata, in sostanza, la realizzazione del centro di alta formazione per le arti e lo spettacolo che doveva nascere all’interno della Manifattura compresa nel Piuss: al suo posto, a questo punto è nero su bianco, sorgerà un polo universitario (destinazione per la quale Campus ha già manifestato interesse).
L’area della Manifattura rivolta verso via Vittorio Emanuele sarà invece destinata a spazio per i servizi: vi sorgeranno infatti una biblioteca (che sarà gestita dall’amministrazione) e sportelli al cittadino (idem).
La novità conseguente al via libera della giunta regionale, quindi, è anche il fatto che può partire, in tempi brevi, il bando per la gestione degli spazi a vocazione universitaria: bando che, conferma l’amministrazione, sarà pubblicato a breve.
Non cambia niente per tutto il resto. Dal punto di vista del recupero della parte della Manifattura “ex Piuss”, proseguiranno i lavori avviati, in base ai progetti a suo tempo approvati. Cambierà, come detto, la loro destinazione: l’ultimo atto sarà, a questo punto, il passaggio dalla commissione consiliare specifica.
In ballo adesso rimane l’area più estesa dell’ex Manifattura, quella esclusa dal Piuss, nella quale il Comune ha promesso di realizzare un maxi parcheggio da circa settecento posti, oltre che dare vita a una serie di fondi commerciali in cui potranno trovare posto negozi ma anche bar, oltre che piazze e luoghi a disposizione dei cittadini.
Un progetto ambizioso a cui si sta lavorando da mesi. Anche in questo caso l’ipotesi allo stato attuale è di dare i fondi in concessione a privati.
Barbara Antoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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