Gioco
L’antica Vivinaia che fece innamorare Carlo IV di Boemia
L’imperatore diede ordine al suo architetto di progettare il paese. Scelto, secoli dopo, anche dallo scrittore Cassola
LUCCA. Educato alla corte del re di Francia, poliglotta, abilissimo in politica e ancora di più nella diplomazia, tanto da diventare imperatore del Sacro Romano Impero. Ma dove lasciò profondamente il segno è nelle arti, riuscendo ad elevare il tono della vita culturale del suo Paese.
Se Praga è quello che è, lo deve molto a lui che nella città di nascita fondò, tra l'altro, la prima università dell'Europa centrale. Era il 1341. Otto anni prima Carlo IV di Boemia, quando era già vicario imperiale in Italia nonostante fosse ancora un ragazzo, aveva fondato Montecarlo.
Ed è il borgo murato sul colle tra la Valdinievole e la Piana il protagonista della maxifoto in regalo giovedì 14 luglio per “Lucca di notte”. Undicesima tappa del viaggio tra le bellezze del territorio immortalate dal fotografo Fabio Muzzi, proprio in questo periodo Montecarlo omaggia il boemo cui deve tanto e del quale si ricordano i settecento anni della nascita.
Per celebrare questo anniversario la biblioteca comunale intitolata a un altro illustre Carlo - lo scrittore Cassola che a Montecarlo scelse di vivere e dove è sepolto -, ospita fino al 24 luglio una mostra dedicata all'imperatore.
Organizzata dall'Ambasciata della Repubblica Ceca, l'esposizione è allestita nelle stanze dell'Istituto Pellegrini Carmignani, dove ha sede la biblioteca: siamo in via Roma, a pochi passi da piazza Carrara, scelta per rappresentare Montecarlo in “Lucca di notte”. Muzzi è andato nel cuore del paese dopo che le luci e i rumori del giorno si erano spente già da un po' lasciando spazio al silenzio, alla solitudine e all'incanto della sera. Era una sera di inoltrata primavera, ma non doveva essere troppo diverso settecento anni fa, al tempo di Carlo.
L'imperatore non fu il primo a porre mano al profilo del borgo che, quando si chiamava ancora Vivinaia, era divenuto il quartier generale di Castruccio Castracani, signore di Lucca da cui Vivinaia dipendeva. Poco prima dell'arrivo di Carlo, il condottiero lucchese si era stabilito nella Rocca del Cerruglio, esistente fin dal X secolo come dimora di influenti famiglie che esercitavano il dominio sulla Piana di Lucca, e ne aveva disposto il rafforzamento.
Nel 1331 – tre anni dopo la morte di Castracani in battaglia - Vivinaia venne distrutta dai fiorentini, in guerra contro Lucca, e Carlo di Boemia andò in soccorso degli alleati lucchesi. Ma il suo non fu un aiuto solo militare. Seppur giovanissimo, il futuro imperatore – lo diventerà nel 1355 – aveva infatti già idee chiare e illuminate. Dispose la nascita di un nuovo paese, con una fortificazione più organizzata e cinta da mura per essere difesa con maggiore efficacia rispetto al passato. Chiamò allora il migliore architetto del tempo e ne fece disegnare il progetto, indicando di non distruggere niente di quello che c'era – in primis la Rocca del Cerruglio -, ma di inglobarlo nella nuova costruzione, rispettando la conformazione del territorio: un convinto ecologista ante litteram. Il paese nacque nel 1333 e fu chiamato Montecarlo in suo onore: l'impianto urbanistico, nonostante le trasformazioni successive, è ancora quello pensato dal boemo e disegnato dal suo architetto, sette secoli fa. La storia vide poi il paese alle dipendenze dei lucchesi per tutto il XIV secolo, con la sola parentesi pisana dal 1342 al 1369. Nel 1437 Montecarlo cadde definitivamente nelle mani di Firenze, sotto cui rimase fino all'Unità d'Italia. Nella fortificazione si leggono i segni di questi avvicendamenti. Il Cerruglio rappresenta la parte più antica, che fu inglobata nel paese trecentesco. Settant'anni dopo Paolo Guinigi, allora signore di Lucca, intervenne con alcune modifiche. Ulteriori lavori ci furono infine al tempo dei Medici e nel 1700.
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