Il Tirreno

Lucca

Applausi per Capossela, poeta incantatore

di Nicola Nucci
Applausi per Capossela, poeta incantatore

Ha aperto la serata Esperanza Spalding, ragazza prodigio del jazz-fusion: prima del concerto ha fatto la turista in città

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LUCCA. «Una città in cui si respira storia e sono contento di suonare in una piazza che si chiama piazza Napoleone, perché sono un appassionato di soldatini dell'epoca napoleonica»: Vinicio Capossela si confessa ai microfoni della D'Alessandro & Galli. Ieri pomeriggio il cantautore, poeta e scrittore nato in Germania da genitori di origine irpina ha provato con la sua band sul palco, davanti a decine di fans che lo attendevano dal mattino. Artista fuori schemi, Capossela alla domanda sul suo impatto con Lucca non ha scelto una risposta banale e scontata, ha voluto piuttosto rendere omaggio alla storia che si respira nella location che ieri sera ha ospitato il suo concerto, uno dei più attesi del Summer 2016.

Una piazza nata 210 anni fa durante la dominazione napoleonica del Principato di Lucca di Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella di Napoleone.

In serata un'altra storia, quella della prima volta al Summer del visionario cantautore che ha trascinato il pubblico in un lungo viaggio onirico tra ritmi folk, travestimenti, maschere mitologiche. Una festa di popolo, intrisa di teatralità, magia, mitologia, fiestas.

Il magico mondo di Vinicio prende forma sul palco di piazza Napoleone, davanti a circa duemila spettatori. Capossela, lunga barba, vestito da bestia con tanto di artigli, entra in scena intorno alle 23.00 applaudito dal suo pubblico di fedelissimi che vivono il concerto come una cerimonia sacra e una festa di paese. Il concerto si apre con il brano “La bestia del grano”, poi il canto di lavoro "Femmine" dal lato Polvere (l'altro è Ombra) del suo ultimo album Canzoni della Cupa. Un viaggio nel Sud del mondo a lui caro, in un luogo immaginario dove si sentono gli echi della tradizione folk italiana, della pizzica e del blues e dei fiati da mariachi messicani. «Siamo venuti nella città delle polveri sottili e delle polveri da naso per far alzare la polvere della terra». E la polvere è un tema evocato anche dalla scenografia. Il pubblico salta, ondeggia, balla. Si entra nel vivo 2la padrona mia”: Capossela, alle spalle la scenografia bucolica, si trasforma indossando cappello western, cappotto e chitarra nera.

A seguire "Lo sposalizio di Maloservizio" e la "Marcia del camposanto" all'atmosfera di festa di "Marajà" e "Che coss'è l'amor" in una versione latineggiante". Un boato quando attacca "L'uomo vivo". Un concerto che raggiunge il suo apice con la frenetica "Il ballo di San Vito".

Prima di Capossela hanno incantato il talento e la creatività di Esperanza Spalding, che ieri pomeriggio in veste da turista ha visitato il centro e lle Mura, scattando foto alla piazza e al cartellone del festival (uno speciale souvenir) che ha pubblicato sul suo profilo di Snapchat. L'eccentrica bassista (suona anche il controbasso) e cantante americana ha dimostrato sul palco lucchese che il suo successo non è legato alla bella presenza e al look afro e alternativo, ma anche alle sue qualità musicali che hanno stregato critici ed appassionati. Una ragazza prodigio indicata come una delle nuove stelle del firmamento jazz-fusion (ha suonato anche al ricevimento di Barack Obama ed è la prima jazzista a vincere un Grammy) fino alla metamorfosi dell'ultimo album "Emily's D+Evolution" che supera i confini musicali in una miscela sonora elegante tra jazz, pop ed afro-funk. La ragazza originaria di Portland (Oregon) ha stregato anche il pubblico di piazza Napoleone, soprattutto quello che ancora non la conosceva.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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