Sicurezza
Alloggi Erp, bando unico in provincia
Tra i requisiti introdotti l’obbligo di vivere o lavorare in Toscana da almeno 5 anni e il non possesso di altri immobili
LUCCA. Le novità sono molte, da quelle introdotte dalla legge regionale a quelle studiate dal gruppo di lavoro del “Cordinamento Lode” per l’accesso alle case popolari; ma l’aspetto più importante del nuovo bando per la formazione della graduatoria (che uscirà oggi, vedi riquadro) è un altro, e sta proprio nell’uso del termine sinfolare al posto del plurale. Sarà, infatti, un bando unico per tutti e 33 i comuni della provincia di Lucca.
A presentare bando e relative novità sono stati ieri mattina, alla sede dell’Erp di piazza della Concordia sono stati l’assessore lucchese e presidente del Lode Antonio Sichi, l’assessore del Comune di Pietrasanta Lora Santini, il dirigente dell’ufficio casa del Comune di Viareggio Vincenzo Strippoli e il presidente dell’Erp di Lucca Francesco Franceschini.
Lucca, Pietrasanta e Viareggio sono, insieme a quelli di Capannori, Barga e Minucciano, i Comuni che costituiscono il gruppo di lavoro del coordinamento Lode. Un gruppo che negli ultimi mesi, ha ricordato Sichi, ha lavorato a lungo, e insieme ai tecnici dei vari comuni, per mettere a punto un bando che recepisse la nuova legge regionale in materia di edilizia popolare e relative assegnazioni, tenendo conti di tutti gli aspetti (da quelli normativi a quelli fiscali). Ma, l’obiettivo del gruppo era soprattutto uno, ossia arrivare, appunto, a un solo bando, uguale per tutti i Comuni: «Si è deciso di andare verso un percorso unitario – ha detto Sichi – superando quella situazione di un territorio a “macchie di leopardo”. I vantaggi sono numerosi, soprattutto per i Comuni più piccoli, che sono meno attrezzati per predisporre un bando proprio. La legge vorrebbe un nuovo bando ogni 4 anni, ma ci sono Comuni che sono fermi al 2007, che in questo campo sono un’altra epoca, un altro mondo».
La realtà di quasi 10 anni fa, infatti, non è paragonabile con quella attuale, e Sichi cita un paio di esempi per dimostrarlo, e su scale temporali più recenti: «Nel bando del 2009 di Lucca le domande furono 468, in quello del 2013 661, e si è ribaltata la situazione. In quello precedente le domande erano soprattutto quelle di stranieri, nell’ultimo, invece, la maggior parte delle richieste, circa il 60%, arrivavano da italiani».
Adesso, col bando unico, si cercherà di avere un quadro più vicino alla realtà dei bisogni. Ma le novità stanno anche nei requisiti richiesti per potervi partecipare. Sono quelli nintrodotti dalla nuova legge regionale (e non solo). Intanto la residenza: per poter presentare domanda bisogna abitare o lavorare in Toscana da almeno 5 anni. Poi il reddito, con l’introduzione di un reddito non superiore ai 16.500 euro secondo l’indicatore Isee («Non più basato sull’autocertificazione», sottolinea Sichi). Inoltre i richiedenti non devono essere titolari di beni mobili registrati (per esempio auto) per un valore complessivo superiore ai 25mila euro. E poi un altro cambiamento significativo rispetto al passato: per presentare domanda non bisogna essere proprietari di altri immobili (per oltre il 50%). Una regola c’era anche prima, ma che fissava il divieto solo per lostesso territorio a cui faceva riferimento il bando. Per esempio, se si aveva una casa per le vacanze all’Isola d’Elba si poteva fare domanda per una casa popolare a Lucca. Adesso non più, se si vuol partecipare al bando la casa si vende. E questo vale anche per gli immobili all’estero (novità specifica introdotta dal gruppo di lavoro lucchese) e, quindi, per i cittadini stranieri in partcolare: per quegli Stati con i quali esistono accordi bilaterali specifici i controlli saranno fatti in automatico. Altrimenti, se accordi non ve ne sono, dovrà essere il cittadino che presenta la domanda a chiedere una certificazione di non possesso di beni immobili nel proprio Paese all’ambasciata di appartenenza.
Adesso si tratta di far fronte a un numero di domande che tutti si aspettano in crescita. «A Pietrasanta, per esempio – dice Lora Santini – ci attendiamo 300 domande, ma grazie al lavoro che abbiamo fatto assieme, mostrando una grande coesino al di là delle rispettive posizioni politiche, siamo pronti».
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