Attenzione
Spese legali a Chiari, 108.000 euro dal Comune
L’ex assessore, dopo l’assoluzione definitiva, ha chiesto il rimborso come previsto dalla legge. La cifra verrà liquidata in tre rate annuali
LUCCA. Marco Chiari riceverà 108.000 euro dal Comune di Lucca come rimborso delle spese legali per il processo che l'ha visto imputato (e assolto) per la presunta corruzione in atti urbanistici. La legge prevede infatti che, in caso di assoluzione o di archiviazione nei confronti di un amministratore pubblico per fatti connessi con la sua funzione, l'ente di riferimento è chiamato al rimborso delle spese di difesa.
Nel caso di Marco Chiari, queste ammontano a 108.024,49 euro: la sentenza di assoluzione per l’ex assessore è diventata definitiva a novambre dello scorso anno, quando la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla procura generale nei confronti della sentenza del gup Silvia Mugnanini che aveva assolto Chiari e l’ex primo cittadino dell’epoca Mauro Favilla.
Come già Chiari aveva annunciato a caldo dopo l’assoluzione, negli uffici di palazzo Orsetti è arrivata dunque la richiesta di rimborso per le spese legali sostenute in questi anni.
La richiesta è stata giudicata corretta e così è stato dato il via libera al pagamento. Che però - come è stato comunicato dagli uffici del Comune allo stesso Chiari - avverrà in tre anni: 35.000 euro nel 2016, 50.000 nel 2017 e altri 23.000 nel corso del 2018.
L’inchiesta al centro della vicenda era quella sul Parco di S. Anna e sullo stadio Porta Elisa che il 15 giugno 2011 provocò un terremoto politico in città con l’arresto di funzionari pubblici, imprenditori e professionisti. Chiari, difeso dall’avvocato Sandro Guerra, era accusato di concorso in corruzione e di episodi di millantato credito mentre l’ex primo cittadino, assistito dall’avvocato Anna Francini, doveva rispondere dell’addebito di abuso d’ufficio in relazione a una delibera di giunta. Entrambi furono prosciolti in sede di udienza preliminare dal gup Silvia Mugnaini. Chiari con la formula «per non aver commesso il fatto», Favilla con la formula «perché il fatto non è considerato un illecito penale in assenza di colpa o dolo». Paga il Comune. Adesso il Comune di Lucca dovrà prepararsi a saldare le notule che verranno presentate dai due avvocati perché per gli amministratori assolti per fatti legati all’esercizio del loro mandato l’ente pubblico è obbligato a rimborsare le spese legali. Gli altri indagati. Si attendono adesso le decisioni sulla proposta d’appello condivisa (procura generale e procura di Lucca, atti separati, ma contenuti identici) riguardo all’assoluzione in udienza preliminare degli altri 5 indagati dell’inchiesta sul parco S. Anna e sullo stadio. L’architetto Giovanni Valentini, il funzionario comunale Maurizio Tani, i professionisti Luca Ruggi e Andrea Ferro e l’ex vice presidente di Sistema Ambiente, Sauro Doroni.
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