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«Giglio, debiti coperti coi soldi dei cittadini»

«Giglio, debiti coperti coi soldi dei cittadini»

LUCCA. «Il teatro del Giglio è diventato una piaga per i conti della città. Salvati i debiti del teatro tirando fuori i soldi dalle tasche dei cittadini, lei ha fatto morire anche la cultura che lo...

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LUCCA. «Il teatro del Giglio è diventato una piaga per i conti della città. Salvati i debiti del teatro tirando fuori i soldi dalle tasche dei cittadini, lei ha fatto morire anche la cultura che lo stesso dovrebbe produrre e continua a usare questa struttura solo per fini propagandistici, come un "carrozzone elettorale". Debiti che, come ha dichiarato il suo amministratore unico ammontavano, a dicembre 2013, a un milione e 900.000 euro e a dicembre 2015 sono stati abbattuti dal Comune, ovvero dai cittadini, e sono di 401.000 euro».

Inizia così l’attacco frontale al sindaco Alessandro Tambellini da parte della consigliera pentastellata Laura Giorgi. «Il Giglio non è una società con fine di lucro, ma un'azienda che si occupa di fare cultura e sviluppare l'interesse delle nuove generazioni (e non solo) verso varie forme d'arte. Non c'è da stupirsi - continua Giorgi - che parte delle entrate sia finanziata dal Comune (per 945.635 euro) e da altri enti pubblici. È anche vero che fino a oggi si è marciato un po' troppo su questa giustificazione ed è stata tirata troppo la corda: la verità è che il teatro vive solo di contributi che ammontano a 2.449.633 euro e rappresentano l'82,30% delle entrate, mentre nell'anno precedente erano il 73,36% delle stesse».

Giorgi insiste con particolare enfasi sui «ricavi tipici, ovvero derivanti della vendita di biglietti e dalla concessione dell'uso del teatro a terzi: nel 2015 erano 483.489 euro, mentre nel 2014 di 866.468; un calo disastroso del 44,20%. Viene da chiedersi come siano riusciti gli amministratori nel 2015 a portare l'azienda in utile di 23.443». Secondo l’esponente grillina, il bilancio sarebbe stato riportato in attivo «diminuendo il repertorio e la qualità delle rappresentazioni, visto il calo di costi diretti per spettacoli (meno 20% circa). Mentre poco si è fatto per i costi di struttura (soprattutto il personale, 44 dipendenti di cui 22 a tempo indeterminato) dove si annidano gli sprechi e che sono la maggior parte dei costi del teatro. Bisogna poi considerare i costi figurativi (mancato guadagno per il Comune) come il comodato gratuito dato all'azienda Teatro del Giglio del fondo commerciale al civico 17 di piazza del Giglio».

Nel 2015, ricostruisce, «c'e stata una diminuzione del personale (dopo che nel 2013 erano stati assunti 4 addetti), e quattro dipendenti sono finiti in altre partecipate mentre uno è stato convinto a licenziarsi. Ancora oggi ci sono persone in più rispetto all'organico richiesto».

«L’amministratore unicoStefano Ragghianti sta pure pensando di sistemare i livelli degli inquadramenti e dare premi di produzione - conclude Giorgi -. Invece di pensare a questo, dovrebbe spiegare da chi è stato pagato un milione e mezzo di debiti nel periodo dal 2013 al 2015, perché dai bilanci si evince che tutte le perdite fino al 2013 sono state ripianate dal Comune, nel 2014 perdita per 318.369 euro è posta a carico del Comune e spalmata sul bilancio dello stesso, sugli anni 2015, 2016 e 2017».

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