Il Tirreno

Lucca

Un comitato delle frazioni contro i nuovi sottopassi

Un comitato delle frazioni contro i nuovi sottopassi

Critiche ai progetti presentati dal Comune dopo l’accordo con le Ferrovie In particolare non piace il nuovo tunnel fra Tassignano e Santa Margherita

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CAPANNORI. Si infiamma il dibattito sulla realizzazione dei tre nuovi sottopassi ferroviari a Capannori, concordati da Comune e ferrovie a seguito della chiusura dei passaggi a livelli. Si sta formando, infatti, un comitato unitario delle varie frazioni interessate, che è pronto a dare battaglia su diversi punti del progetto che - a loro avviso - non convincono.

«Siamo un gruppo di cittadini di Capannori che hanno partecipato agli incontri pubblici tenuti dal sindaco Luca Menesini in merito al progetto di raddoppio della linea ferroviaria Pistoia-Lucca - scrivono Mauro Paoletti,Valentina Barsella, Katia Bucci, Loris Banducci, Ilaria Parisi, Gianluca Ghilarducci, Simone Graumaur e Fiorenza Belluomini -. Letti i comunicati pubblicati nei giorni scorsi sia sul sito del Comune che sulla stampa, sentiamo forte la necessità di fare alcune precisazioni».

L'amministrazione, ricordano i cittadini, ha organizzato tre incontri comunicando la realizzazione di tre nuovi sottopassi al posto degli attuali sette passaggi a livello.

«Negli incontri è emerso che uno dei tre sottopassi verrà costruito, in un terreno completamente agricolo, privo di viabilità, lungo 350 metri, largo circa 10 metri e profondo circa 9 metri: l’amministrazione ha sostenuto che questo enorme sottopasso (galleria) dovrebbe servire per eliminare il traffico nei paesi limitrofi di Santa Margherita e Tassignano e per alleggerire il traffico sulla via Romana». Il sottopasso in questione, infatti, è quello che di fatto sostituirebbe il passaggio a livello in via della Madonnina.

«Durante le tre serate, dopo una prima informativa del Comune - prosegue il comunicato - i cittadini sono stati invitati a fare tutte le domande a cui il sindaco ha voluto rispondere nella conclusione della serata. In questo modo riteniamo che a molte domande non è stata data risposta: perché costruire un sottopasso così grande davanti a una chiesa e un nuovo cavalcavia in piena campagna per alleggerire il traffico della via Romana, portando di fatto nuovo inquinamento all'iterno dei paesi? Perché costruire un nuovo cavalcautostrada in mezzo a due già esistenti che sono distanti un chilometro tra loro? Perché andare in contrapposizione alla direttiva della Comunità Europea che prevede il consumo di suolo pubblico pari a zero entro il 2050?».

Secondo i cittadini, bpassare il traffico della via Romana, (stada lineare e scorrevole), su una nuova viabilità (sottopasso, due rotatorie, cavalcaautostrada) rischia di creare solo intralci e disagi. E costruire il sottopasso camionabile sulla via di Tiglio, aumentandone il traffico pesante, rischia di aumentare la criticità di una via già così altamente compromessa.

«Sono molte altre le domande a cui vogliamo avere una risposta ed è proprio per questo che vogliamo costituire un Comitato unico dei paesi interessati, in modo da arrivare ad una soluzione che venga incontro alle vere necessita dei cittadini del territorio rispettando la vivibilità e la sostenibilità ambientale. Purtroppo le proposte che ci sono state presentate non vanno a nostro avviso in questa direzione».

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