Il dolore
Parti unite sui sussidi ai lavoratori
L’impegno del Comune dopo la chiusura del Calzaturificio Angelo
MONTECARLO. Ieri mattina c’erano tutti al palazzo comunale di Montecarlo. L’ente pubblico, rappresentato dal sindaco Vittorio Fantozzi e dall’assessore al commercio Angelita Paciscopi che ha dato il suo apporto di conoscenze legali, le organizzazioni sindacali con il testa Paolo Bruni (Cgil) e le maestranze aziendali con l’amministratore delegato e gli avvocati di parte. Argomento del tavolo di concertazione: la chiusura dello storico Calzaturificio Angelo al Turchetto che dava lavoro a 18 dipendenti, quasi tutte donne e madri di famiglia. E in tutte le parti in causa è prevalsa la volontà di arrivare in fretta all’unica soluzione proficua possibile per i lavoratori: l’ottenimento in tempi celeri del sussidio di disoccupazione. Perchè la strada per usufruire degli ammortizzatori sociali non è così spianata a causa di normative controverse e farraginose. L’artigianato non ha accesso alla Legge Fornero applicabile per l’industria, ma il calzaturificio in questione però da lavoro a oltre 15 dipendenti e quindi rientrerebbe nella legge. Che fare: attivare la ex legge 223 con le procedure di mobilità che non danno diritto alla disoccupazione oppure procedere con il licenziamento multiplo e poi passare alla fase degli accordi individuali? Sono stati allertati i consulenti del lavoro e altri esperti che collaborano con l’amministrazione di Montecarlo per trovare nelle 48 ore la strategia migliore e più utile alle dipendenti del calzaturificio affinché non vi siano ulteriori ritardi e le operaie possano usufruire di un sussidio indispensabile per le loro famiglie.
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