Il Tirreno

Lucca

«Matrimoni nelle cantine» L’idea di Cerasomma

di Rossella Lucchesi
«Matrimoni nelle cantine» L’idea di Cerasomma

Il patron di Expo Sposi chiede più impegno alle istituzioni per valorizzare Lucca «Le tavole rotonde servono a poco, i siti internet non sono curati né tradotti»

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LUCCA. Cantine di antiche dimore e di palazzi storici che diventano magnifiche location per matrimoni da favola. È la moda del momento, di origine americane e anglosassoni, dove ormai l'usanza sta dilagando e coinvolge sposi di ogni età e ceto sociale, celebrity comprese che sempre più spesso scelgono questi luoghi per il loro giorno più bello. Una tendenza che sta prendendo campo anche in Italia: lo si nota dalle richieste di un numero sempre più alto di futuri sposi che decidono di vivere questa giornata indimenticabile in un ambiente insolito. A lanciare l'idea è Francesco Cerasomma, da oltre 25 anni patron di Expo Sposi, la fiera dedicata all'universo del matrimonio, sulla scia delle wedding planner d'oltreoceano, sempre più impegnate a organizzare in questi nuovi spazi non solo il pranzo o il buffet nuziale, ma anche la celebrazione del rito civile del matrimonio.

«Cosa che i nostri amministratori dovrebbero prendere in considerazione e non solo per venire incontro alle esigenze degli sposi, ma anche per dare una mano alla nostra economia, con la creazione di un indotto molto importante» dice Cerasomma, invitando le istituzioni a riflettere sull'eventualità di concedere in loco anche lo svolgimento del rito civile, come ormai avviene nei Paesi più sviluppati. Le opportunità non mancano certo data la presenza sul territorio lucchese di un'infinità di ville e palazzi dotati di straordinarie cantine che potrebbero rendere ancor più originale e appetibile il giorno del “sì”.

Una proposta che il responsabile di Expo Sposi riterrebbe opportuno estendere ai privati, i quali «potrebbero fare squadra con le istituzioni, creando una rete sinergica per promuovere pacchetti turistici low cost destinati a parenti e amici di sposi stranieri che scelgono Lucca per celebrare il loro matrimonio, ma anche per il turismo abituale, sempre più penalizzato da una politica che non favorisce il flusso di visitatori che ormai arrivano più per il passaparola che per la comunicazione».

E allora qual è, secondo Cerasomma, la ricetta giusta per far funzionare il settore turistico che comincia a risentire della chiusura delle Apt e della gestione fiorentina che difficilmente potrà fare il lavoro finora svolto dalle realtà locali? «Stiamo ancora nutrendoci dei frutti coltivati da chi ci ha preceduto poi cosa succederà senza progetti concreti e con risorse ridotte al lumicino? A poco sono valse le tante tavole rotonde, se non a complicare ulteriormente la situazione. Si contano sulle dita i portali e siti internet, peraltro non curati e aggiornati adeguatamente, tradotti in inglese, mentre è praticamente inesistente la traduzione in tedesco, spagnolo, giapponese e cinese. Un miraggio il tanto decantato biglietto unico per i musei, ma anche i tanti progetti per lo sviluppo del territorio e la promozione delle sue bellezze e tradizioni».

Cosa dobbiamo fare allora per promuovere veramente Lucca? «Anzitutto partire da una visione più internazionale del turismo, magari ospitando nomi altisonanti della stampa internazionale e accompagnandoli nei luoghi più significativi del territorio, illustrando loro tutte le potenzialità dal punto di vista dell'accoglienza. Interessante sarebbe anche contattare testate giornalistiche di grido e chiedere loro la disponibilità a condividere con Lucca progetti culturali che così avrebbero risonanza internazionale. Lucca - conclude Francesco Cerasomma - deve diventare più appetibile e ciò deve partire dai nostri governanti che forse non notano le condizioni precarie in cui versa e l'assenza di ordine e di sicurezza, con vie del centro trasformate in piste ciclabili, pochi spazi per i giovani e progetti urbanistici sempre “work in progress” che non sono certo un bel biglietto da visita per chi arriva da lontano e spera di trovare quell'oasi di bellezza e tranquillità che si aspetta».

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