Sicurezza
Aumentano le attese per le visite all’Asl
Lucca: dati in peggioramento anche per molti esami specialistici: fanno eccezione le risonanze magnetiche e le Tac
LUCCA. Aumentano i tempi di attesa per chi ha bisogno di alcune visite specialistiche e - soprattutto - di numerosi esami diagnostici. Un peggioramento della situazione che non è omogeneo, ma che comunque è piuttosto diffuso, con la sola eccezione delle prestazioni legate alla risonanza magnetica e alle Tac, che fanno registrare un notevole passo in avanti.
Le visite. Il report periodico stilato dall’Asl al quale ci siamo riferiti è l’ultimo disponibile, che cristallizza la situazione delle “agende” al 25 maggio scorso. Il punto di riferemento per fare i paragoni è, invece, quello immediatamente precedente, che risale al 7 gennaio. Delle undici prestazioni considerate (che trovate anche nella tabella di questa pagina), in otto casi si è avuto un allungamento dei tempi, negli altri tre una diminuzione. Le situazioni più critiche sono quelle che attendono chi deve avere una visita cardiologica: a fine maggio si doveva aspettare quasi due mesi (58 giorni), mentre a gennaio la stessa visita veniva “fornita” in 22 giorni. Ancora peggio per chi ha bisogno di un consulto fisiatrico, che deve aspettare oltre quattro mesi, mentre a gennaio veniva visitato dopo circa tre mesi. È migliorata, invece, la situazione per quello che riguarda alcune visite molto importanti: per l’ortopedica da 15 a 9 giorni e per l’urologica da 13 a 6 giorni.
In tutti i casi ricordati (e in quelli citati nella tabella) si tratta di visite considerate “programmate”, quindi senza alcun carattere di urgenza. Le altre categorie sono quelle dlle visite urgenti (che vengono svolte entro 72 ore), brevi (entro sette giorni per le visite, entro 10 per tutti gli altri) e differibili. In ques’ultimo caso visite ed esami devono essere effettuati (a seconda del tipo) entro 15, 30 o 60 giorni: limiti che vengono rispettati dall’ex Asl 2.
Gli esami. Fra gennaio e fine maggio sono migliorate le prestazioni - in termini di giorni di attesa - per molti esami di risonanza magnetica. La situazione più critica rimane quella della risonanza con contrasto dell’addome inferiore, per la quale bisogna attendere 149 giorni (cioè cinque mesi): c’è, comunque, stato un seppur relativo passo in avanti rispetto ai 170 precedenti. Così come per lo stesso esame, ma senza contrasto, si è passati da 225 a 119 giorni. Sono peggiorati, invece, i tempi per la risonanza dell’encefalo con contrasto (da 34 a 40 giorni).
Bene anche i tempi per le Tac, che riescono a contenersi entro i 30 giorni, mentre a gennaio si superava in diversi casi i 50 giorni. Per non parlare di un anno fa, quando per un gran numero di prestazioni servivano oltre 100 giorni di attesa.
Più complicata la situazione per altri tipi di esami. In particolare per quelli definiti di “radiologia tradizionale”: a gennaio tutti gli esami stavano sotto i 15 giorni di attesa, ora sono tutti oltre i 20 (ma comunque sotto i 30) con sole due eccezioni. Il valore peggiore è quello registrato dal delicato esame della mammografia, che richiede un’attesa di 26 giorni, contro i precedenti sette. Comunque meglio rispetto ai 40 giorni richiesti lo scorso anno. Peggiorano anche i dati relativi alle ecografie: si va dai sei giorni dell’ecografia ginecologia (in controtendenza, erano 15 a gennaio) fino agli 84 dell’ecografia alla mammella.
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