Il Tirreno

Lucca

L’Asl dà la caccia ai furbetti del ticket

di Gianni Parrini
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Lucca, un elenco con 60 nomi sospetti girato alla Guardia di finanza

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LUCCA. Furbetti del ticket, sono 60 i nominativi che l'Asl ha girato alla Guardia di finanza: hanno dichiarato un reddito più basso e ora rischiano pesanti sanzioni.

Proseguono i controlli incrociati dell'azienda sanitaria e del ministero dell’Economia e della finanze sulle discrepanze tra il reddito dichiarato e quello percepito da alcuni utenti lucchesi, che in questo modo hanno pagato meno di quanto avrebbero dovuto per visite specialistiche, prelievi del sangue, Tac e altri esami. Il periodo in questione riguarda il triennio 2012-2014: su richiesta della Guardia di Finanza e con il supporto di Estar, l'Asl ha individuato circa 60 nominativi da controllare. Si tratta di persone per le quali i pagamenti effettuati per visite ed esami non sarebbero coerenti con la fascia di reddito dichiarata. Una discrepanza emersa incrociando i dati di cui è in possesso l’Asl. In alcuni casi può essersi trattato di un errore, in altri di un tentativo di truffa: sarà la Finanza a stabilire eventuali responsabilità. Di certo c'è che questi cittadini – sbadati o furbetti che siano – dovranno restituire quanto non hanno pagato in passato. Con una multa pari al triplo di questa somma. Senza contare che rischiano pure una denuncia vera e propria, nel caso in cui si accerti l’evasione conclamata.

Autocertificazioni nel mirino. Fino all'ottobre 2014, quando è stata introdotta la ricetta elettronica, l’importo del ticket era determinato dall’autocertificazione nella quale il cittadino indicava la propria fascia di redditto. Succedeva ogni qualvolta ci si presentava in farmacia per acquistare un farmaco o agli ambulatori per fare una visita medica. Quattro erano le fasce di reddito previste dalla Regione: da 0 a 36.000 euro, da 36.000 a 70.000, da 70.000 a 100.000 e oltre 100.000. Su queste fasce veniva calcolato il pagamento del ticket per visite ed esami medici: chi guadagna di più, paga di più. Sotto i 36.000 si era esantati, sopra si prevedeva la compartecipazione alla spesa. I nomi inseriti in questa lista secondo l’Asl, potrebbero aver presentato una falsa dichiarazione.

Parlano i numeri. L’elenco dei furbetti è stato girato dall’Asl alla Guardia di finanza, perché proceda con le verifiche più approfondite. Le Fiamme gialle hanno assia più strumenti per riscontrare eventuali discrepanze: redditrometro, studi di settore, visure catastali, dati della motorizzazione. Dati che vengono dati in pasto al famigerato “Serpico”, il sistemo informatico che consente di incrociare i dati e verificare al centesimo la situazione patrimoniale, assicurativa e bancaria dei cittadini finiti nel mirino dei controlli. Niente sfugge al controllo: dalle auto intestate, alle case, passando per i terreni, gli aerei, le barche, le polizze assicurative. È possibile verificare anche le spese per le utenze (luce, gas, acqua), gli acquisti più costosi e significativi e le iscrizioni in palestra, al circolo sportivo o alla scuola d'inglese saranno nel mirino. Qualora le irregolarità nella presentazione delle autocertificazioni venissero confermate i colpevoli dovranno restituire all’Asl i soldi non versati. In più verrebbero multati dalla Finanza, con un importo pari al triplo della somma non pagata. Un esempio? Se l’utente doveva sborsare 100 euro in più di ticket, ne verserà 100 all’Asl e 300 per la multa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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