Il Tirreno

Lucca

Bimbo morto, esposto in procura

di Luca Tronchetti
Bimbo morto, esposto in procura

Depositato dai genitori che chiedono la verità sul decesso del loro primo figlio

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LUCCA. Adesso l’esposto c’è. È stato depositato nella cancelleria penale del tribunale a firma dei genitori - lui operaio di 37 anni, lei bielorussa di 35 anni, entrambi residenti nella periferia cittadina - del bimbo venuto alla luce senza battito cardiaco alle 15.44 del 30 giugno scorso nella sala parto del reparto ostetricia e ginecologia dell’ospedale San Luca. Non accusano nessuno. Ma vogliono sapere perché è morto Rayan, il loro primo figlio, che alla nascita pesava 3 chili e 700 grammi al termine di un parto spontaneo. Sino a quel momento il feto non aveva avuto problemi. Gestazione regolare (ritardo sulla data della nascita di 10 giorni), battiti cardiaci nella norma, tracciati tocografici ed esami vari a cui è stata sottoposta la puerpuera senza particolari anomalie. A questo punto il procuratore facente funzioni Giuseppe Amodeo assegnerà il fascicolo al magistrato che solitamente si occupa di vicende legate a colpa medica. A quel punto la vicenda legata all’autopsia sul corpicino del bimbo si sbloccherà. Perchè l’Asl aveva già disposto l’accertamento necroscopico con finalità diagnostica sul feto incaricando il medico legale Stefano D’Errico. Ma la richiesta scritta in ospedale a firma del padre del neonato - in cui chiedeva di sospendere ogni attività in corso comunicando che si sarebbe rivolto alla procura attraverso un esposto - aveva di fatto stoppato l’azienda e il primario del reparto dall’eseguire il riscontro. Da quanto emerge dall’esposto sembra, dopo un’induzione farmacologica del travaglio avvenuta 24 ore prima, che per tre volte all’interno della sala parto sia stata usata la ventosa per cercare di facilitare la nascita del piccolo. I genitori, sotto choc per l’immenso dolore, si chiedono se forse un taglio cesareo non avrebbe evitato il drammatico evento. A questo punto la palla passa alla procura della Repubblica. A oltre 10 giorni dal tragico evento il magistrato incaricato provvederà alla nomina di un medico legale inviando alle parti interessate (ginecologi, ecografisti, personale sanitario che ha avuto in carica in ospedale la puerpuera) l'informazione di garanzie affinché, se lo riterranno opportuno, possano incaricare un sanitario di fiducia che assista all'esame necroscopico. La vicenda è alle battute iniziali e prima di ipotizzare un reato il magistrato dovrà acquisire tutta la documentazione medica (cartella clinica comprendente i tracciati e i vari esami a cui è stata sottoposta la gestante) e soprattutto avere chiari i risultati dell'esame autoptico.

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