Il Tirreno

Lucca

Alberghi e ristoranti incrociano le dita «Speriamo nei turisti»

di Flavia Barsotti
Alberghi e ristoranti incrociano le dita «Speriamo nei turisti»

Sembrano lontani i pienoni registrati l’anno scorso ma i concerti di luglio continuano a “tirare”

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LUCCA. A poche ore dall'inizio del Summer Festival, l'impatto che l'arrivo della kermesse avrà sulla città, per alcuni albergatori e ristoratori, resta ancora un mistero avvolto da speranza, necessità, fiducia e presa di coscienza. L'auspicio è che, dopo un giugno non troppo soddisfacente, finalmente la stagione possa partire, spinta anche dalla nuova edizione della manifestazione, sebbene, per adesso, non tutti si dicano entusiasti al pari dello scorso anno.

«Come oggi, nel 2015 all'ora di pranzo quasi non riuscivamo a far sedere tutti - dichiara Sebastiano Skana del locale Da Ciacco -. L'aumento del 30% rispetto alle scorse settimane c'è stato, segno che i concerti attirano il pubblico, ma niente in confronto al passato». L'ipotesi, in qualche caso, è anche di un turismo last-minute, sempre dettato dalla qualità dell'offerta: in base al personaggio ospitato, il flusso cambia in maniera considerevole. «La differenza con il 2015 sta nei tempi e nelle modalità di prenotazione - spiega Pietro Bonino, presidente di Federalberghi -. Prima si fissava già in inverno, adesso i clienti si riversano in centro solo all'ultimo. Il Summer piace, ma ovviamente dipende dalla serata. Nella prima settimana di luglio, il movimento è inferiore rispetto all' anno scorso, ma non possiamo dire che gli arrivi non ci siano». Per dare un'idea, Bonino, snocciola anche qualche numero. «Personalmente, questo weekend con Tom Jones e Van Morrison, siamo al completo. L'11 con Marcus Miller e Beth Hart abbiamo una sola camera libera. Il 17 con Fabri Fibra, Marracash, Guè Pequeno e Clementino, pure. E per i Simply Red e Anastacia siamo pieni da tanto. Grillo, Mengoni e Bennato per ora attirano meno, forse perché manca ancora tempo. Il 13 e il 14, invece, non sono previsti eventi e siamo vuoti».

Che il Summer Festival richiami turisti, resta dunque un dato di fatto, ma l'impressione è che sia ormai impossibile toccare le cifre del 2015. «Inutile negare che per concerti importanti il pubblico ci sia - sostiene anche Sara Barbieri, titolare dell'hotel La Luna - ma forse per questa edizione D'Alessandro poteva fare di più. Gli eventi di spicco si vedono, per esempio questo weekend e il prossimo siamo al completo, ma per il resto il trend è quello solito della stagione. In alcuni momenti abbiamo diverse camere disponibili». L'idea, per lo più condivisa, è che si tratti, comunque, di un turismo di livello dove le persone, oltre a concedersi la serata, mangiano e dormono in città, forse approfittando anche dei saldi estivi. «Sabato siamo al completo - dice Giuliano Pacini dalla Buca di Sant'Antonio -. È difficile fare una previsione, oggi prenotano la mattina per la sera o non lo fanno proprio. Nonostante ciò, ho diversi tavoli riservati: noi siamo pronti, non aspettiamo altro che loro». Pacini infatti, che ammette la possibilità di ottenere numeri diversi da una edizione all'altra, per il momento sostiene di non aver riscontrato grandi cali. «L'unico rischio di questa manifestazione, è perderla - dice - non trovo giustificati gli “urli di dolore” che sento o leggo».

Eppure, secondo Andrea Martinelli, presidente di Assohotel, al di là di qualche serata del Summer Festival, con risonanza internazionale, la stagione non solo sembra andare a rilento, ma proprio fatica a prendere il via. "Quest'anno è tutto partito in sordina - afferma - Al di là della kermesse, sarebbe importante cominciare a realizzare una programmazione diversa. La concorrenza è aumentata, i posti letto anche: bisognerebbe incentivare il flusso turistico con un piano di marketing ampio e dettagliato. Dobbiamo chiederci come arginare i cali: vedremo quale sarà l'andamento nelle prossime settimane, ma la sensazione è di un ribasso. Per quanto riguarda il cartellone, parla da solo: alcune date hanno più risonanza, altre meno».

Una situazione generale che, anche a Stefano De Ranieri, titolare del Mecenate, al momento pare un po’ fiacca. «È un anno strano - sostiene - abbiamo meno turismo americano per gli attentati, le ripercussioni dell’allarme meningite e gli Europei di calcio in corso. Ad ogni modo, la manifestazione comincia adesso e io sono ottimista di natura: non ci resta che aspettare».

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