Il Tirreno

Lucca

Migranti, altri 184 posti nei Comuni sotto-quota

di Gianni Parrini
Migranti, altri 184 posti nei Comuni sotto-quota

Dal vertice delle prefetture a Firenze emerge la volontà di un giro di vite nei confronti delle amministrazioni che non accolgono abbastanza profughi

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LUCCA. Alleggerire la tensostruttura della Tagliate e usare il pugno di ferro per sistemare i migranti nei Comuni che finora non hanno fatto il loro dovere: qui ci sarebbe posto per altri 184 profughi. Sono questi i risvolti “lucchesi” emersi dal vertice che si è tenuto ieri in prefettura a Firenze, per fare il punto sulla questione migranti in Toscana. Presenti i rappresentanti dei Comuni capoluogo, i questori e i prefetti.

Per Lucca, oltre al prefetto Giovanna Cagliostro e al questore Alessandro Giuliano, era presente l’assessore al sociale del Comune di Lucca Antonio Sichi. «Si è fatto il punto della situazione per quanto riguarda l’accoglienza ai migranti nella nostra Regione e sono venute fuori proposte interessanti. Ad esempio, – spiega Sichi – sono state discusse delle forme di premialità nei confronti dei Comuni che hanno fatto il loro dovere, rispettando o in alcuni casi superando il parametro di un migrante ogni 600 abitanti. Parametro che peraltro dovrà essere rivisto. Inoltre si è convenuto di chiedere al governo un allentamento degli arrivi in Toscana: nelle ultime settimane ne abbiamo presi 1.500, mentre ci sono Regioni che non sono in linea con i numeri previsti».

Venendo alle questioni di natura più strettamente lucchese, Sichi ha posto l’accento sulla situazione disagevole della tensostruttura di via delle Tagliate. «Rappresenta un unicum in negativo per tutta la Toscana – spiega l’assessore – Le tende non rappresentano certo il modello di accoglienza che noi e la Regione sposiamo. In ogni modo, la prefettura ha recepito il messaggio e si sta dando da fare per “alleggerirla” il prima possibile. Con l’ultimo bando, tra l’altro, sono stati trovati un centinaio di posti in strutture di prima accoglienza: qui vengono sistemati i richiedenti asilo che finora erano alloggiati alle Tagliate».

Il vertice ha posto l’accento anche sulla necessità di usare le “maniere forti” con quelle amministrazione che finora non hanno fatto abbastanza in termini di accoglienza. A Lucca, sono 8 i Comuni che ancora non hanno aperto le porte ai migranti, ma tolte le piccolissime amministrazioni della Garfagnana che dovrebbero ospitare solo pochi migranti, i casi più importanti sono quelli di Pietrasanta (che dovrebbe prenderne 41), Altopascio (26) e Montecarlo (7).

Il fronte del “no” a breve dovrebbe perdere Altopascio, dato che la neosindaca Sara D’Ambrosio ha dato la disponibilità a discutere della questione. Ma dal vertice in prefettura è emersa la preoccupazione per il fatto che alcuni Comuni abbiano deciso di chiudere le porte (vedi Cascina). Per questo si punta a dare un segnale. «Dai conti è emerso che nei Comuni della Provincia sotto quota ci sarebbe posto per altri 184 migranti – spiega Sichi – Un numero che sarebbe sufficiente a svuotare completamente la tensostruttura. Il mandato che è stato dato ai prefetti è quello di trovare il modo per sistemare i profughi anche in queste amministrazioni». Si proverà ancora con la strada del dialogo ma se non dovessero esserci aperture, i prefetti potranno usare il pugno di ferro (requisizioni?) con la copertura politica dell’Anci e della Regione. Un’ipotesi che era già stata ventilata nella riunione di febbraio ma che (almeno a Lucca) finora ha trovato scarsa applicazione. Vedremo se il prefetto Cagliostro stavolta oserà di più.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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