Sicurezza
Lavoro duro e prudenza per reggere il mercato
Viaggio nel commercio del centro di Porcari, un’oasi (relativamente) felice ma negli ultimi anni riuscire a sopravvivere è diventato ancora più difficile
PORCARI. «Siamo rimasti in piedi perché lavoriamo anche 16 ore al giorno, ma basta poco per rompere l'equilibrio e perdere tutto»: Lorenzo Fanucchi, 83 anni, è ancora al timone insieme ai figli, dello storico negozio di via Roma, a Porcari. Con la serenità di chi per tutta la vita si è rimboccato le maniche contando solo su stesso confessa che vorrebbe riposarsi qualche volta, ma non è possibile: «Anche se siamo ben radicati nel territorio non ci è consentito sgarrare. Bisogna stare in equilibrio e tenere sempre alta la guardia».
Si commuove nel raccontare la lunga storia della sua attività, ma dalle sue parole traspare anche un velo di amarezza: «Sono arrivato qui nel '49 , avevo 16 anni. All'inizio il negozio era solo un ferramenta, poi con il tempo ci siamo ingranditi. Da 12 anni facciamo anche liste nozze. Non mi sono pentito, ma è veramente dura. Ora non lo rifarei perché i tempi sono cambiati: non si sposa più nessuno e chi viene a comprare punta a spendere poco, all'acquisto utile, concreto».
Fanucchi si rende conto di essere nel posto giusto, nel centro di un paese che, tutto sommato, sotto il profilo commerciale si rivela in controtendenza rispetto alle realtà vicine. Ma la forza, per lui, risiede nelle qualità del singolo commerciante: «È una lotta per sopravvivere, siamo massacrati dalle tasse, bacchettati dalle grandi distribuzioni con i loro vantaggi enormi. Noi diamo un servizio diverso, ci sono competenze tecniche, ma è dura farlo capire. Non è mai stato facile, ma è da circa cinque anni che facciamo veramente fatica. Non c'è spazio per il riposo e non è giusto, alla mia età. Posso contare sui miei figli, ma non ce la fanno da soli. È troppo impegnativo, abbiamo anche una agenzia funebre che va sempre curata e che qualche volta ci tiene svegli anche la notte».
Lo storico commerciante tiene in piedi la sua attività con 7 familiari e 12 dipendenti. Ed è il minimo indispensabile: «Non abbiamo mai azzardato facendo il passo più lungo della gamba.Credo che tante attività chiudano proprio per questo. Se hanno tanti commessi come li pagano? A me non piace avventurarmi se poi non riesco a mantenere fede agli impegni presi. La crisi la sentiamo anche noi, parecchio, nonostante Porcari sia un paese vivo. La buona volontà è sempre stata il nostro punto forte, ma se chi ci governa non fa quello che promette ci ritroviamo in queste condizioni. Che a 83 anni non possiamo ancora mollare. Sono disgustato da chi promette di sgravarci dalle tasse e mentre ne toglie una, ne rifila altre tre. Infatti le poche attività che hanno aperto in centro in questi ultimi anni hanno chiuso subito i battenti».
Eppure, nonostante tutto, ciò che anima questa “isola felice” è la voglia di fare. Giovani e più anziani, senza distinzione. Lo dice Sandro Solimando, ex assessore e titolare della Pasticceria Giannotti: «C'è una competitività piuttosto marcata da queste parti, spesso esasperata, ma nello stesso tempo c'è anche molta intraprendenza, soprattutto nel Centro Commerciale Naturale. Il vero slancio lo ha dato il centenario, nel 2013, e il Giugno Porcarese ha fatto il resto. Anche la Fondazione Lazzareschi è una realtà importante, perché organizza eventi di qualità. Quando le cose vanno per il verso giusto, anche l'umore e la grinta cambiano. Per il resto, Porcari è una zona industrializzata e quindi ha retto bene alla crisi. Mi riferisco soprattutto agli storici che avendo lavorato bene in passato si sono spianati la strada per il futuro, adeguando anche il prodotto alle nuove esigenze».
E' dello stesso avviso anche Simone Pirrera della storica edicola La Pergamena: "Noi abbiamo avuto un andamento sempre costante. Le sigarette vanno sempre, ma anche per quanto riguarda i giornali non ho visto alcun cambiamento. La gente, almeno da queste parti, preferisce ancora sfogliare le pagine. Questa zona tiene bene perché abitata da persone del posto, che sono legate a queste attività da un rapporto di fiducia, diversamente da realtà vicine».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
