Il Tirreno

Lucca

Cittadella, ancora disagi per venti donne incinte

di Federica Scintu
Cittadella, ancora disagi per venti donne incinte

Lunghe attese e tre gestanti mandate a casa nonostante avessero appuntamento «Manca l’organizzazione ma almeno abbiamo aspettato sulle sedie e non in piedi»

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LUCCA. Qualche miglioramento, una ventina di future mamme che ieri avevano un appuntamento al Punto Donna per la visita con l’anestesista, l’hanno notata: rispetto al servizio di due settimane fa, quando furono costrette ad attendere il proprio turno per ore in piedi, c’era un po’ meno da aspettare (visto il minor numero di appuntamenti) e soprattutto hanno trovato delle sedie sulle quali attendere di potersi sottoporre alla visita. Ma per il resto, racconta una di loro che ieri si trovava nell’ambulatorio, lungaggini e disservizi, amplificate dal caldo di luglio, purtroppo ci sono state comunque. «Dalle nove del mattino e fino all’ora di pranzo - racconta una futura mamma che ieri si trovava nell’ambulatorio - si sono ritrovate una ventina di donne con il pancione in attesa per la visita con l'anestesista. Fortunatamente abbiamo aspettato sedute sulle sedie e non in piedi come la volta scorsa. Il maggior disagio - continua - c’è stato per tre donne accompagnate dai loro mariti che dopo aver preso l’appuntamento sono state mandate via perché non ce l'avrebbero fatta nonostante le “pazienti” fossero meno rispetto alla scorsa volta. Anche oggi (ieri, ndr) - racconta ancora - c'era una presunta lista però le tre donne mandate via non erano le ultime in lista. Il rischio è che non ce la facciano a sottoporsi alla visita visto che il parto è vicino. In più - conclude - potevano essere avvisate subito invece di aspettare lì tre o quattro ore». Il problema maggiore che viene segnalato dunque, oltre alle attese che sembrano una costante, è quello della disorganizzazione. Le tre future mamme che non si sono potute sottoporre alla visita infatti, corrono anche il rischio di partorire prima di sottoporsi alla visita con l’anestesista propedeutica all’epidurale, visto che la stessa visita può essere effettuata non prima della 37° settimana, quindi all’ottavo mese. Alle segnalazioni mosse ieri, l’Asl risponde che «dopo quanto avvenuto in data 22 giugno, c'è stata una prima revisione da parte dei servizi interessati, ma la nuova organizzazione, che prevede che la visita sia fissata nei giorni successivi (e non contestualmente) al corso di preparazione al parto, non è ancora a regime. C'erano infatti degli appuntamenti - prosegue la nota - già presi con le donne incinte, che dovevano essere rispettati. Quella attuale è quindi una fase transitoria, in vista di attuare la nuova modalità organizzativa. Si ribadisce - conclude - che il servizio non era stato in alcuna maniera ridotto o modificato, visto che era lo stesso fornito negli ultimi 8 anni».

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