Il Tirreno

Lucca

Tempi stretti la scissione rischia di saltare

di Barbara Antoni
Tempi stretti la scissione rischia di saltare

Il rinvio dell’operazione chiesto dall’Anac traghetta alla fine mandato di Tambellini

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LUCCA. Amarezza è dir poco. Dall’Anac, visto l’impegno e i fior di tecnici mobilitati per l’estensione di relazioni e le controdeduzioni richieste dall’Autorità dell’anticorruzione a seguito degli esposti contro il piano di scissione asimmetrica di Gesam spa, l’amministrazione si aspettava un parere più chiaro e netto.

Il pronunciamento invece, mentre congela la scissione asimmetrica fino all’entrata in vigore della riforma Madia sulla pubblica amministrazione (passaggio atteso entro fine settembre, secondo le informazioni in possesso del sindaco Alessandro Tambellini e del suo staff) non prende posizioni precise: riporta segnalazioni e contestazioni ricevute (dai senatori Altero Matteoli e Piero Angelini, i primi nemici dichiarati della scissione asimmetrica), riconosce che l’operazione progettata dal Comune è possibile salvo poi sottolinearne le criticità. Finisce però che il parere, seppure non vincolante, in realtà rischia di rendere impossibile l’operazione per questa giunta.

Se la riforma entrasse in vigore davvero a fine settembre, solo l’iter della scissione asimmetrica porterebbe via, conferma l’amministratore unico di Lucca Holding Andrea Bortoli, tre mesi. E saremmo a fine anno abbondante: quattro mesi più tardi la giunta Tambellini esaurirà il mandato e nel frattempo sarà iniziata la campagna elettorale, con tutte le difficoltà che già adesso prospetta.

Non è un caso se Tambellini, nella sua stanza tappezzata di damasco in Palazzo Orsetti, è particolarmente contrariato per il parere dell’Anac, a cui ha risposto pronto e senza risparmiare commenti aspri. Lui nella scissione ci crede ancora.

Sindaco, quale rischio vede più concreto con il congelamento della scissione?

«Si pone un problema serio. Quella che viene etichettata come “la ricchezza di Lucca”, cioè Gesam e le società collegate, a questo punto è in bilico. Ritardare il processo avviato significa aprire la strada, nel caso che la gara per il gas avvenga nei tempi previsti, cioè a ottobre. Con questo assetto Gesam non potrebbe parteciparvi, perché al suo interno ci sono affidamenti illegittimi, come il contratto Sinergo per la pubblica illuminazione. Così arriverebbe il gestore, vincerebbe la gara, comprerebbe i tubi e ci liquiderebbe la somma dovuta».

L’altra ipotesi è che Lucca Holding acquisti i rami non controllati di Gesam, la società dei cimiteri.

«Questo comporterebbe da parte del Comune un esborso sui 12 milioni. Dovremmo accendere un mutuo. E come lo paghiamo? Aumentando le tasse? Non ci penso nemmeno».

Il parere dell’Anac lo avverte come uno smacco?

Il concetto espresso dall’Anticorrruzione è uno smacco per chi vuole rinnovare. La scissione asimmetrica prevedeva che il Comune potesse prendersi la società dei cimiteri, dell’energia e del calore senza tirar fuori un soldo cedendo in cambio una quota azionaria di Gesam spa a Toscana Energia. Il Comune sarebbe comunque rimasto con il 51 per cento. Dove sta la bestialità? Si tratta semmai di un progetto troppo innovativo: lo dimostra Anac quando dice che sarà attuabile solo quando sarà vigente la riforma della pubblica amministrazione. Un elemento positivo però il parere dell’Anac lo contiene».

Quale?

«Che mette tutti tranquilli. Mi dice di aspettare e io lo faccio. Il sindaco è obbligato a governare secondo criteri di legge e io ho il torto di crederci ancora alle leggi dello Stato. Anche se ritengo che siamo rimasti in tre a pensarla così».

Anac contesta che la New.Co tutta controllata dal Comune che nascerebbe dalla scissione asimmetrica non sarebbe ammissibile perché svolgerebbe attività commerciale.

«C’è un equivoco in quelle affermazioni. La nuova società non gestirebbe i servizi pubblici essenziali rendendo prevalente il carattere commerciale. Resterebbe una società indipendente, di cui il Comune, tramite Lucca Holding, possiederebbe il 60 per cento».

Per i lavoratori di Gesam Energia?

«Non cambia niente».

Come vi comporterete intanto con Sinergo, l’affidamento trentennale dei servizi di pubblica illuminazione ritenuto illegittimo?

«Rimane per ora tal quale. Ovviamente lo presidieremo, con stretti controlli».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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