Italia
Incinta e sotto sfratto minaccia di gettarsi
LUCCA. Momenti di paura e di tensione ieri mattina a San Vito, dove una giovane donna, in stato interessante e madre di due bambini, ha minacciato di buttarsi dalla finestra, e di farlo anche con...
LUCCA. Momenti di paura e di tensione ieri mattina a San Vito, dove una giovane donna, in stato interessante e madre di due bambini, ha minacciato di buttarsi dalla finestra, e di farlo anche con i suoi bambini. La protesta è scattata quando sono partite le procedure per lo sfratto dell’appartamento delle case popolari che la donna aveva occupato. All’arrivo delle forze dell’ordine la donna, di origine marocchina, ha dato vita alla pericolosa protesta, sporgendosi sul davanzale della finestra dell’appartamento al secondo piano. Quello stesso appartamento che la famiglia aveva occupato a inizio della scorsa settimana, dopo che aveva lasciato la casa in cui viveva in affitto (a causa, sostiene la donna, di attenzioni non richieste da parte del proprietario).
Ne è nata una lunga trattativa, mentre sul posto si portavano le forze dell’ordine con polizia e municipale, i vigili del fuoco, l’ambulanza e i servizi sociali del Comune. Presenti anche l’avvocato della donna e l’assessore al sociale Antonio Sichi. Un confronto che è andato avanti per ore, con periodiche minacce, da parte della donna di mettere in atto il folle gesto. Alla fine però, dopo le 14, la donna con i suoi figli e le sue cose ha lasciato il complesso, destinata alla casa famiglia della Caritas in attesa di trovare una nuova sistemazione.
La famiglia aveva ricevuto già l’ordinanza di sgombero, ma la procedura è stata attivata solo ieri quando, spiega l’assessore Sichi, un’alternativa temporanea si era resa disponibile. Irricevibile per l’amministrazione, invece, la richiesta di restare in quell'appartamento: «Queste scorciatoie non sono tollerabili – commenta l’assessore Antonio Sichi – per accedere alle case popolari esiste una procedura da seguire, il bando. Non si può forzare la porta di un appartamento (che, fra l’altro, ha già un assegnatario) e occuparlo. E, di certo, pur con tutta l’attenzione per il caso, non potevamo non agire, altrimenti si finiscono per legittimare comportamenti del genere».
La famiglia, viene spiegato, continuerà a essere seguita dai servizi sociali, ma quella minaccia di gettarsi insieme ai figli dalla finestra potrebbe comportare conseguenze sull’affidamento dei bambini.
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