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Lucca

Il rapinatore mascherato confessa 34 colpi

Il rapinatore mascherato confessa 34 colpi

Ha agito fra Toscana ed Emilia, dal 2010 Usava un furgone per portare bici e scooter

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LUCCA. Il rapinatore gentile ha fatto 34. È questo il numero dei colpi in banca messi a segno tra il 2010 e il 2016 da Francesco Ugolini, sessantenne di Bagni di Lucca, arrestato lo scorso aprile dai carabinieri. L’ex pasticcere reinventatosi bandito vanta un curriculum criminale di tutto rispetto: armato di maschera e pistola giocattolo ha colpito in cinque diverse province (Lucca 22 volte, Pistoia 8, Firenze 1, Bologna 2 e Modena 1) a cavallo tra due regioni. Il tutto senza essere preso, anche se non tutti i colpi sono andati a segno: delle 34 rapine di cui Ugolini si è reso protagonista, solo 13 gli hanno fruttato dei soldi, per un totale di 80mila euro. Negli altri 21 casi il rapinatore mascherato se ne è uscito a mani vuote: colpa delle casse a tempo. Vista la mala parata in quei casi Ugolini si rivolgeva gentilmente agli impiegati, chiedendo di aprire la porta per farlo uscire. I clienti? Guai a toccarli. «Loro sono disgraziati come me», ha detto Ugolini, che ce l’aveva soprattutto con le banche e con il Monte dei Paschi di Siena in particolare, per via di un prestito che gli era stato negato.

La motivazione. «Ero sotto di trentacinquemila euro ed Equitalia mi aveva ipotecato la casa. Con le rapine volevo riprendermi quello che mi era stato tolto e con quei soldi aprire una gelateria». Questo ha raccontato Ugolini agli inquirenti nei primi interrogatori dopo l’arresto di aprile. Ma non si è fermato lì. Poco a poco il pasticcere ora ai domiciliari nella casa di Monti di Villa, dove vive con la moglie malata e l’anziana suocera (entrambe ignare delle sue gesta), ha raccontato altri particolari sui suoi trascorsi criminali. Sono emerse rapine fino a quel momento sfuggite ai radar dell’indagine, alcune delle quali commesse indietro nel tempo e perfino fuori regione, ad esempio a Bologna e Modena. Dai 19 copi che gli venivano attribuiti al momento dell’arresto si è così passati ai 34 attuali.

L’indagine. L’inatteso sviluppo della vicenda è stato svelato ieri nel corso di una conferenza stampa organizzata dai carabinieri al comando provinciale. Presenti il colonnello Marco Rosi, il maggiore Giangabriele Affinito e il tenente Rosario Tedesco. Per gli investigatori i primi colpi risalgono al periodo compreso tra il marzo 2010 e il giugno 2011. Tre tentativi fatti senza usare maschere, ma semplicemente cercando di nascondere il volto con un cappellino di lana e degli occhiali scuri. Dopo questi primi tre episodi, tra l’ottobre del 2011 e il febbraio del 2014, Ugolini si “organizza meglio”, usando un casco aperto ma con la visiera abbassata. Dieci i colpi provati in questo arco di tempo. Poi, dal marzo 2014 allo scorso aprile, l’ultima evoluzione: il rapinatore-pasticcere si dota di una maschera in lattice che gli copre il volto. Il modus operandi dell’uomo induce il nucleo radiomobile dei carabinieri di Lucca a ipotizzare che il rapinatore, per i suoi spostamenti, faccia ricorso a un qualche mezzo sul quale poter trasportare lo scooter o la bicicletta. E un tale mezzo, per la precisione un Fiat Ducato, viene ripreso dalle telecamere dopo la rapina del 25 marzo alla filiale Mps di Altopascio. E proprio partendo da quel furgone i carabinieri risalgono appunto a Ugolini.

L’arresto. il sostituto procuratore della Repubblica Elena Leone autorizza i carabinieri a installare un localizzatore Gps sul furgone Fiat, in modo da poterne seguire gli spostamenti. I pedinamenti vanno avanti per alcuni giorni, ma non c’è molto da aspettare. Il 12 aprile il furgone si ferma nella frazione barghigiana di Fornaci, a un centinaio di metri dalla filiale di via Geri di Gavinana della banca del Monte dei Paschi. Ugolini sale sul retro del mezzo, uscendone poco dopo con addosso una maschera in lattice e una bicicletta. È pronto per il colpo. Ma a pochi metri dalla porta dell’istituto di credito, non essendoci più dubbi sulle sue intenzioni, i carabinieri lo arrestano.

Gianni Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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