Il Tirreno

Lucca

Trentaquattro rapine in sette anni, arrestato

La filiale del Monte dei Paschi di Siena
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La filiale del Monte dei Paschi di Siena

Lucca: colpi in tutta la provincia, ma anche a Pistoia, Firenze e in Emilia, nel mirino soprattutto le filiali del Monte dei Paschi, istituito  "colpevole" per il rapinatore di averlo mandato in rovina

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LUCCA. Per 34 volte ha provato a entrare in banca per fare un prelievo, ma non lo ha fatto usando la distinta da riempire, come un normale cliente, ma   una pistola giocattolo. E lo ha fatto soprattutto a Lucca, ma non si è risparmiato trasferte in altre province e anche fuori dalla Toscana, con colpi a Pistoia (in 8 occasioni), a Firenze (in un caso), nonché due volte a Bologna e una a Modena.

Alla fine però il cerchio si è stretto attorno all’autore, Francesco Ugolini, 59 anni, di Bagni di Lucca, che è stato arrestato dai carabinieri. Per gli investigatori i suoi primi colpi risalgono al periodo compreso tra il marzo 2010 e il giugno 2011, con tre tentativi fatti  senza usare maschere, ma agendo a volto scoperto, semplicemente cercando di nascondere il volto con un cappellino di lana e degli occhiali scuri. In quella circostanza si presentava alla cassa con una pistola, che poi si scoprirà essere un giocattolo replica di una semiautomatica, per poi fuggire o su uno scooter Phantom Malaguti (con una finta targa in cartone) o, addirittura con una mountain bike.
 
Dopo questi primi tre episodi, nel periodo compreso tra l’ottobre del 2011 e il febbraio del 2014,  Ugolini si è “organizzato meglio”, usando un casco aperto ma con la visiera abbassata. Dieci i colpi provati in questo arco di tempo, colpi che in cinque casi sono andati a segno. Poi, dal marzo 2014 allo scorso aprile, l’ultima evoluzione, con l’uso di una maschera in lattece che gli copriva tutto il volto, e indossando la quale ha colpito o ha provato a farlo in 21 circostanze.

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Il modus operandi dell’uomo sopra rappresentato aveva indotto il nucleo radiomobile dei carabinieri di Lucca a ipotizzare che il rapinatore, per i suoi spostamenti, facesse ricorso a un qualche autoveicolo sul quale poter trasportare  lo scooter o la bicicletta senza essere notato. Ma un veicolo del genere non era mai stato visto, né ripreso da eventuali telecamere, in prossimità delle banche rapinate.  La  situazione non è cambiata fino al marzo scorso quando, attorno alle 10,40 di venerdì 25, non ci fu un’altra rapina, questa volta ai danni della   filiale di Altopascio della Banca Monte dei Paschi di Siena, messa a segno ancora una volta da   un uomo con il volto travisato da una maschera in lattice "color carne" e armato di pistola, che si era portato allo sportello dell’istituto in sella a una bicicletta tipo mountain bike bicolore.

I militari dell'arma di Altopascio, infatti,  in quest’occasione sono riusciti dalle telecamere (sia della banca, sia da quelle diffuse sul territorio) a seguire il percorso in bicicletta del rapinatore, fino a scoprire che lo stesso aveva utilizzato un furgone Fiat Ducato.  Con quel mezzo l’uomo si era portato ad  alcune centinaia di metri di distanza dall'agenzia da depredare: una volta parcheggiato il Ducato aveva preso la mountain bike dal bagagliaio per raggiungere la banca. E proprio partendo dal furgone i carabinieri sono risaliti a Francesco Ugolini.

Ma l’arresto non è scattato subito: il sostituto procuratore della Repubblica Elena Leone ha autorizzato i carabinieri a installare un localizzatore Gps sul furgone Fiat, in modo da poterne seguire gli spostamenti. I pedinamenti sono andati avanti per alcuni giorni, ma non c’è stato molto da aspettare. L’uomo, infatti, poco più di due settimane dopo il colpo di Altopascio, ci ha riprovato: il 12 aprile il furgone, dopo alcuni spostamenti, si è fermato nella frazione barghigiana di Fornaci. Ugolini aveva parcheggiato a un centinaio di metri dalla filiale di via Geri di Gavinana della banca del Monte dei Paschi. Una volta fermato il furgone l’uomo è salito sul retro, uscendone subito dopo con addosso una maschera in lattice e una bicicletta, identica a quella utilizzata nella altre rapine. In sella alla mountain bike si è diretto verso la banca e qui, a pochi metri dalla porta dell’istituto di credito, non essendoci più dubbi sulle sue intenzioni,  i carabinieri lo hanno bloccato e arrestato.

Durante le operazioni di perquisizione sono stati  rinvenuti  ulteriori oggetti legati alle diverse   rapine: la pistola giocattolo usata dall’uomo in tutti i colpi; lo scooter   Malaguti  Phantom di colore grigio utilizzato  alternativamente alla bicicletta; una serie di  appunti  scritti a mano riportanti, sotto forma di elenco i nomi, e gli indirizzi di vari istituti di credito corrispondenti alle future filiali bancarie da colpire.

Le successive indagini  sulla base degli indirizzi e del confronto con precedenti colpi mezzi a segno negli ultimi sette anni con le stesse modalità, in  Toscana e in Emilia, a portato ad attribuire a Francesco Ugolini ben 34, tra falliti e riusciti,  tentativi di rapina, per un bottino complessivo di 80.166 euro. Colpi che lo stesso, alla fine, ha confessato al pubblico ministero Elena Leone, sostenendo di aver iniziato a commettere quei reati in seguito a problemi finanziari. Problemi per i quali riteneva responsabile il direttore di una filiale del   Monte dei Paschi di Siena, per un prestito non concesso. Istituto di credito che, non a caso, ha costituito l’obiettivo principe dei suoi colpi.

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