Il Tirreno

Lucca

Il Ponte delle Catene, l’opera eccelsa del genio di Nottolini

di Paola Taddeucci
Il Ponte delle Catene, l’opera eccelsa del genio di Nottolini

Costruito in venti anni, fra il 1840 e il 1860, è un’opera unica o quasi in Italia, ispirata all’Hammersmith Bridge di Londra

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LUCCA. Lo voleva bello, oltreché utile. La stessa filosofia che lo ispirò nella progettazione di altre importanti opere pubbliche, dove ha lasciato per l'eternità questa sua impronta moderna e innovativa.

E la modernità di Lorenzo Nottolini è ben rappresentata dal ponte di Fornoli, il bellissimo viadotto sul torrente Lima che l'architetto-ingegnere ideò dopo aver visto a Londra l'Hammersmith Bridge, il ponte sospeso sul Tamigi.

Di quell'opera – iniziata intorno al 1840 e terminata nel 1860, a distanza di nove anni dalla morte di Nottolini – se ne potrà ammirare tutta la bellezza e il fascino nella scheda con cui “Lucca di notte” torna in edicola lunedì 4 luglio dopo la pausa del fine settimana.

È la terza delle ventiquattro foto che compongono la raccolta e che i lettori riceveranno gratis con la copia del Tirreno per cinque giorni la settimana – da lunedì al venerdì - fino al 2 agosto.

Fabio Muzzi, autore di tutti gli scatti, ha saputo catturare la magia del ponte nottoliniano nell'oscurità di una notte quasi estiva.

I lampioni diffondono la luce solo sugli imponenti archi che sorreggono la doppia catena di ferro, facendo risaltare l'eleganza della struttura. E dietro al ponte la cittadina dorme, sullo sfondo di una skyline di alberi, le cui fronde si insinuano nel blu del cielo.

Non è difficile lavorare di fantasia e immaginare di veder passare bellissime carrozze, con dame e cavalieri in grande spolvero, dirette alle vicine Terme di Bagni di Lucca.

Fu proprio per riqualificare in maniera regale la strada verso la località termale, infatti, che il duca Carlo Lodovico di Borbone commissionò a Nottolini la progettazione del ponte, dopo che quello precedente era stato distrutto da una piena.

Eravamo poco dopo il 1840. All'epoca Lorenzo – originario di Capannori – aveva passato i cinquant'anni ed era già una celebrità negli alti ambienti lucchesi.

Scoperto giovanissimo da Elisa Bonaparte Baciocchi al tempo del suo principato – lo mandò a studiare a Firenze e a Roma con una borsa di studio -, quando tornò a Lucca fu subito nominato architetto regio e ingegnere capo da Maria Luisa di Borbone, diventata duchessa di Lucca dopo la fine del principato napoleonico e lo spodestamento di Elisa.

Da quel momento e nei trent'anni successivi – a Maria Luisa subentrò il figlio Carlo Lodovico - fu il principale progettista della città e del territorio.

Suoi gli ampiamenti di Villa Reale a Marlia e di Palazzo Ducale a Lucca, tra i tanti interventi di architettura civile da lui progettati. Porta la sua firma la sistemazione di piazza Anfiteatro a Lucca che liberò dalle costruzioni, dandole l'aspetto attuale. Sua, poi, la realizzazione del convento dell'Angelo, sopra Ponte a Moriano, e dell'ex osservatorio astronomico della Specola, a San Pancrazio.

Ed è di Nottolini la trasformazione delle Mura nella passeggiata alberata che tutti ammiriamo.

Ma sicuramente la sua opera più importante è l'acquedotto, attraverso il quale riuscì a portare l'acqua dalle sorgenti di Guamo, ai piedi dei Monti Pisani, fin dentro la città di Lucca. Tuttora in funzione, è un condotto sospeso su oltre quattrocento archi, alla maniera romana, e si estende per circa tre chilometri, oltre ad avere una serie di costruzioni idrauliche, tra cui le cisterne, tutte armoniosamente inserite nell'ambiente e in stile neoclassico.

Un'opera all'avanguardia, utile e bella. Come il ponte di Fornoli, che Nottolini progettò dopo essersi recato appositamente in Germania e in Gran Bretagna per studiare la nuova tecnica delle strutture sospese con tensori di ferro. E la sua fu infatti tra le prime in Italia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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