Gioco
Donna incinta minaccia di gettarsi dalla finestra con i suoi figli
Lucca, momenti di tensione a San Vito al momento dello sfratto di un'appartamento delle case popolari occupato illegittimamente
LUCCA. Momenti di paura e di tensione, la mattina di lunedì 4 luglio, nella frazione di San Vito, dove una giovane donna, in stato interessante e madre di due bambini, ha minacciato di buttarsi dalla finestra, e ha minacciato di farlo anche con i suoi bambini. La protesta è scattata quando, in mattinata, sono partite le procedure per lo sfratto dell’appartamento delle case popolari che la donna aveva occupato abusivamente.
All’arrivo delle forze dell’ordine la donna, di origine marocchina, ha dato vita alla pericolosa protesta, sporgendosi sul davanzale della finestra dell’appartamento al secondo piano. Quello stesso appartamento che la famiglia aveva occupato all’inizio della scorsa settimana, dopo che aveva lasciato la casa in cui viveva in affitto (a causa, sostiene la donna, di attenzioni non richieste da parte del proprietario).
Ne è nata una lunga trattativa, mentre sul posto si portavano le forze dell’ordine con polizia e municipale, i vigili del fuoco, l’ambulanza e i servizi sociali del Comune. Presenti anche l’avvocato della donna e l’assessore al sociale Antonio Sichi. Un confronto che è andato avanti per ore, con periodiche minacce, da parte della donna di mettere in atto il folle gesto.
Alla fine però, dopo le 14, la donna con i suoi figli e le sue cose ha lasciato il complesso, destinata alla casa famiglia della Caritas in attesa di trovare una nuova e legittima sistemazione.
La famiglia aveva ricevuto già l’ordinanza di sgombero, appena poche ore dopo l’occupazione abusiva, ma la procedura è stata attivata solo la mattina del 4 quando, spiega l’assessore Sichi, un’alternativa temporanea (la casa famiglia) si era resa disponibile.
Irricevibile per l’amministrazione, invece, l’appello che la stessa famiglia, attraverso il marito della donna e padre dei bambini (che però, spiega l’assessore, ieri non si è visto), aveva lanciato per restare in quell'appartamento: «Queste scorciatoie (l’occupazione abusiva ndr) non sono tollerabili – commenta l’assessore Antonio Sichi – e questa donna è stata mal consigliata. Per accedere alle case popolari esiste una procedura da seguire, il bando. Non si può forzare la porta di un appartamento (che, fra l’altro, ha già un assegnatario) e occuparlo. E, di certo, pur con tutta l’attenzione per il caso (al punto che prima di procedere abbiamo aspettato la certezza di una soluzione alternativa), non potevamo non agire, altrimenti si finiscono per legittimare comportamenti del genere».
La famiglia, viene spiegato, continuerà a essere seguita dai servizi sociali, per assistere la donna incinta e i sui bambini certo, ma anche per valutare il da farsi dopo il gesto autolesionista della giovane madre. Quella minaccia di gettarsi insieme ai figli dalla finestra potrebbe infatti comportare conseguenze sull’affidamento dei bambini.
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