Sicurezza
Un’idea per i commercianti «Difendersi con Whatsapp»
A lanciare la proposta, sul modello del controllo di vicinato, è Valentina Cesaretti Confcommercio: «La notte il centro storico è insicuro perché è sempre più vuoto»
LUCCA. C’è la sicurezza reale e quella percepita. Ed è inevitabile che sia così quando gli episodi di microcriminalità, più o meno gravi, assumono una certa ricorrenza da una parte temporale e dall’altra zonale. È quello che sta succedendo nella zona tra via S. Paolino e Corte Campana dove in tre giorni, ci sono stati prima gli atti vandalici ai danni delle fioriere e delle vetrine dei commercianti e poi, nella notte tra giovedì e venerdì, l’incendio di alcuni ombrelloni e altri danneggiamenti alle attrezzature e agli arredi del bistrot Piccolo Mondo in Corte Campana. Ma è anche quello che è successo al ristorante Il Tabarro in piazza del Giglio appena due giorni fa quando, il titolare dell’attività, ha avuto un faccia a faccia con alcuni giovani molesti. Una discussione che poi sarebbe sfociata in una lite con tanto di offese, spinte e forse anche qualche cazzotto. Tre episodi che amplificano il senso di insicurezza, già più volte espresso da negozianti ed esercenti in generale ma anche dai residenti che abitano in centro storico. Tre episodi sui quali intervengono anche le categorie di rappresentanza dei commercianti.
«L'altra settimana abbiamo incontrato la prefetta Giovanna Cagliostro - dichiara la direttrice di Confesercenti, Valentina Cesaretti - il problema della sicurezza c’è ed è molto grave. La prefetta è informata e si è mostrata disponibile ad ascoltarci nei limiti delle sue possibilità». Ma Confesercenti lancia anche una proposta: quella di creare dei gruppi Whatsapp (modello controllo di vicinato) tra commercianti, «una rete informale che aiuti a sentirsi più vicini in caso di pericolo».
«Credo molto nel sostegno reciproco - aggiunge Cesaretti - e i mezzi possono essere tanti, dai gruppi Whatsapp poi collegati con la poliza ad altri tipi di collegamenti. L’importante è che i commercianti creino una rete, che abbiano strumenti per potersi confrontare tra loro e anche supportare quando si verificano episodi di microcriminalità. Poi è fondamentale che la polizia locale effettui un controllo capillare del territorio anche perché il senso di insicurezza da parte dei commercianti è percepito un po’ dappertutto, non solo nel centro storico».
L’appello arriva anche da Confcommercio Lucca e Massa Carrara, con la sua Commissione centro storico guidata da Giovanni Martini e il sindacato Fipe ristoratori che chiedono «misure drastiche» in seguito a quanto accaduto in questi giorni. «Da tempo stiamo evidenziando come il centro cittadino sia troppo spesso in mano a gruppi di adolescenti nullafacenti, il cui unico intento è infastidire le persone e danneggiare beni pubblici e privati - dice Confcommercio -. Gli ultimi episodi, iniziati con la devastazione degli arredi di alcune attività in via San Paolino e proseguiti con l'aggressione fisica al titolare del Tabarro Mario Quintili a opera di un alcuni ragazzi e all'incendio dei dehors del Piccolo Mondo di Mario Bini di ieri notte- ai quali va la nostra più sincera solidarietà-, confermano che c'è un forte problema relativo alla sicurezza nel nostro centro». Ma secondo Confcommercio ad aumentare gli episodi di criminalità è anche lo “svuotamento” del centro storico, sempre più deserto a tarda sera. «Come ogni anno all'inizio dell'estate si fa un gran parlare della cosiddetta movida - spiega ancora - e delle relative ordinanze restrittive su musica e intrattenimento: il rispetto delle regole è fondamentale ma di fronte ai reati più gravi nei confronti di persone e cose accaduti questi giorni forse, più che sanzionare i locali per un bicchiere di vetro in più o per mezz'ora di musica aggiuntiva, sarebbe prioritario tutelare questi aspetti di civile convivenza contro l'insopportabile violenza e i vandalismi che hanno caratterizzato questi episodi e rischiano di gettare cattiva luce sulla nostra città. Un centro storico vitale e frequentato è il primo deterrente contro queste forme di vandalismo, che anzi proliferano quando le vie e le piazze sono più deserte. La vocazione turistica di Lucca - terminano - e la sua immagine ormai internazionale ci impongono di dare risposte forti per renderla sempre più accogliente e sicura».
Un’idea ribadita anche dal vicepresidente dei ristoratori di Confcommercio Samuele Cosentino: «Al di là delle diverse matrici che possono riguardare fenomeni di bullismo, di spaccio, di vandalismo o piuttosto i furti e rapine c'è un sottile filo conduttore sui fatti di cronaca nera da tempo non più episodici: quello di una città che si svuota. E la criminalità trova terreno fertile nell'illegalità di quelle zone abbandonate dove di sera le saracinesche sono abbassate e le luci si spengono. Il centro storico vive una situazione di disagio che non si ricorda a memoria d'uomo. Rendere Lucca una città museo, chiusa e vuota non giova a nessuno e fa gioco a chi, al calar della sera, vuol dettare legge infrangendo le regole della civile convivenza. Lo dico senza retorica - conclude - come categoria non so se avremmo perdonato così tanto a un'altra amministrazione comunale. In passato, con la giunta Fazzi o con quella Favilla, abbiamo manifestato e fatto sentire la nostra voce per molto meno».
Federica Scintu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
