Il dolore
Snai, a Roma un altro incontro inutile
L’azienda non presenta il piano industriale. Raggiunto l’accordo sul premio produttività 2015 degli addetti al commerciale
PORCARI. Non sempre gli antichi adagi hanno ragione. Di certo, in questo caso, non funziona quello che recita “Nessuna nuova, buona nuova”. Ieri, al vertice romano tra Snai e sindacati non sono emerse le novità attese, e questa non è una buona notizia. In particolare i sindacati aspettavano di vedere il famoso piano industriale (ormai atteso da mesi) per il rilancio dell’azienda. Base fondamentale per poi poter iniziare una discussione, una trattativa. Il piano dove dovrebbero essere contenuti tutti i dettaglia anche sull’organizzazione del personale, compresi i temuti trasferimenti annunciati (e non sottovoce) tempo fa. Ma quel piano, ieri, non è stato presentato.
Adesso sindacati e società (ieri rappresentata dal suo amministratore delegato) si sono dati un nuovo appuntamento, per il 19 luglio. Una data che, per il sindacato, ha il sapore dell’ultimatum: quel giorno il piano industriale dovrà essere presentato. «Ci aspettavamo – spiega Massimo Braccini della Fiom Cgil – di vederlo oggi (ieri per chi legge ndr), invece non sono stati ancora in grado di presentarlo. Ma stanno sbagliando l’approccio. Ci devono consegnare un piano, sul quale noi potremo poi fare le nostre valutazioni. I ritardi non sono accettabili, i lavoratori hanno atteso anche troppo e noi, qui, ci aspettavamo di trovarci un piano, altrimenti a cosa è servita questa giornata a Roma? Di cosa possiamo parlare?». Insomma, spiega il sindacato, senza quel documento che deve contenere progetti e strategie dell’azienda la discussione non può nemmeno cominciare. Adesso c’è il nuovo incontro, quello del 19: e lì, spiegano i rappresentanti dei lavoratori, «il piano ci deve essere, non ci son storie». Intanto, per fare il punto della situazione, lunedì ci sarà un’assemblea dei lavoratori.
Senza carte in mano è come parlare del sesso degli angeli, eppure qualcosa sarebbe emerso, almeno sulle intenzioni. Certo, si tratta di “impressioni”, di “mezze parole”, che senza essere messe nero su bianco (sul piano industriale appunto) lasciano il tempo che trovano. Ma quei segnali non sono certo incoraggianti, almeno secondo Massimiliano Bindocci, della Filcams Cgil: «Ci rivedremo il 19 luglio, pretendendo il piano. Una volta che sapremo quel che l’azienda vuol fare si potrà parlare e discutere. Ma così... L’impressione è che abbiano un piano per le borse, uno per gli azionisti, uno per noi. Le sensazioni però, perché è sulle sensazioni che possiamo basarci, è che le assicurazioni arrivate su esuberi e trasferimenti non abbiano fondamento. Alla fine sembra che l’intenzione dell’azienda sia quella di tornare indietro sui suoi passi. Si è sentito parlare di trasferimenti dalla sede di Peschiera a quella di Milano e, in base ai compiti, da quella di Porcari a quella di Roma, e, a sua volta, da quella di Roma a quella di Porcari». Ma sono tutte parole. Niente di scritto su cui poter discutere o confrontarsi. Ma intanto passa il tempo e niente cambia rispetto ai mesi scorsi. Magari provando nel frattempo (perché anche questo sarebbe stato accennato ieri) cominciando a sentire se c’è chi è disposto su base volontaria a spostarsi. Il tutto aspettando il piano industriale.
Trasferta inutile dunque? Non del tutto, almeno un piccolo risultato (poi non così piccolo per i diretti interessati) è stato conquistato: «Abbiamo finalmente raggiunto – continua Bindocci – l’accordo sul premio produttività 2015 per i lavoratori del settore commerciale. Premio di 800 euro che sarà pagato questo mese e che, nello stabilimento di Porcari, interessa una sessantina di dipendenti».
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