Quasi seimila neo assunti in Valle ma pochi a tempo indeterminato
La fotografia dell’occupazione nei dati del Centro per l’Impiego di Fornaci relativi al 2015 Addetti all’assistenza alla persona, camerieri e braccianti agricoli le figure più richieste
BARGA. Circa seimila persone sono state avviate al lavoro in Valle del Serchio negli ultimi dodici mesi e, soprattutto, ben 2.267 aziende di varie dimensioni e categorie merceologiche hanno fatto ricorso a contratti di inserimento, anche se solo in parte a tempo indeterminato.
Numeri importanti quelli raggiunti dal Centro per l'Impiego della Valle, diretto da Giovanni Alberigi, e sempre attivo anche sul fronte della formazione mirata. Il report stilato dagli uffici parla chiaro: per tutto il 2015 sono stati effettuati 9.222 avviamenti (nel 57% dei casi relativi a donne, nel 43% a uomini), che hanno riguardato 5.878 lavoratori e 2.267 imprese. Per quanto riguarda la tipologia contrattuale, la più utilizzata dall'impresa è di gran lunga quella del contratto a tempo determinato (54% degli inserimenti, ai quali va sommato il 4.5% degli avviamenti a tempo determinato per sostituzione), seguita dal contratto a tempo indeterminato (20.5%). Queste due tipologie contrattuali rappresentano circa il 35% degli avviamenti. Il settore dove maggiore è la richiesta è quello dell’istruzione, di gran lunga il più importante rappresentando il 36% degli avviati, seguono il settore attività dei servizi di ristorazione, alloggio, assistenza personale e domestico, commercio al dettaglio.
Dati alla mano il maggior numero di lavoratori assunti con questi incentivi sono impiegati nel ramo dell'assistenza alla persona (309 unità), commessi delle piccole attività commerciali (256 contratti), camerieri di ristorante (246 dipendenti), addetti affari generali (239) e, dato molto interessante, anche tanti braccianti agricoli. Per l'esattezza, sono 231 i lavoratori che hanno trovato un contratto in questo settore, a conferma che la Valle del Serchio sta riscoprendo gli investimenti privati in campo agricolo e forestale. A seguire, poi cuochi, barman e muratori.
Dei 6.915 contratti firmati durante l'anno e registrati alle anagrafi statistiche circa il 73% (ossia 5.087) sono a tempo determinato, e solo una parte a tempo indeterminato, in linea comunque con la tendenza nazionale. Chiaramente, i maggiori fruitori di questi strumenti sono state aziende con meno di 15 dipendenti, e piccoli artigiani.
Il direttore del Centro per l'Impiego Alberigi guarda il bicchiere mezzo pieno: «I segnali positivi e seppur piccoli che emergono possono essere dovuti anche al fatto che le imprese hanno potuto usufruire di varie forme di incentivi alle assunzioni, come previsto dalla normativa. Sicuramente ci sarà ancora tanto da fare ma il trend è positivo e il Centro per l'Impiego continuerà, come sempre, a mantenere costanti i rapporti con le imprese del territorio e a migliorare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro».
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