Il Tirreno

Lucca

Amianto, 4 anni di attesa per la rimozione

di Gianni Parrini

Sono 1.150 le richieste presentate dai cittadini e solo 750 quelle soddisfatte. Le risorse sono insufficienti e il privato costa

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LUCCA. Amianto, lista d'attesa di 4 anni per la rimozione gratuita dei manufatti. Nei giorni scorsi vi abbiamo parlato dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria per l'esposizione all’amianto (267 nell'ex Asl di Lucca) e degli ex caldaisti dell'azienda sanitaria affetti da patologie asbesto correlate (due deceduti e 3 malati). Ma purtroppo la piaga dell'amianto non riguarda solo determinate categorie di lavoratori, ma anche comuni cittadini che, ad esempio, vivono vicino a tettoie in eternit o a vecchi siti industriali dismessi in cui l’amianto era ampiamente utilizzato.

Il programma. Per smaltire i vecchi manufatti ed evitare l'abbandono incontrollato di rifiuti a base di amianto il Comune di Lucca da diversi anni finanzia un progetto con la collaborazione di Sistema ambiente e con l'ausilio del dipartimento di Prevenzione dell'Asl 2 Lucca. Il progetto offre ai cittadini la possibilità di smaltire autonomamente e gratuitamente materiali contenenti amianto che non superino la superficie complessiva di 50 metri quadri o il peso massimo di 700 chili. Il modulo per fare domanda è disponibile sul sito del Comune e agli uffici di Sistema ambiente. Una volta compilato, deve essere “vistato” dall’Asl per poi essere riconsegnato a Sistema ambiente per il conseguente inserimento nell'elenco degli aventi diritto. L'utente viene contattato successivamente dall’azienda dei rifiuti per il prelievo di un campione del materiale da smaltire e per la consegna del kit necessario alla preparazione dello stesso: tuta monouso, guanti, mascherine antipolvere, colle viniliche, idonei sacchi in plastica, nastro sigillante ecc. Terminate le operazioni il cittadino chiama Sistema ambiente che, previo appuntamento, provvede al ritiro gratuito dei materiali contenenti cemento amianto.

L’attesa infinita. Tutto bene, ma solo sulla carta. Il problema è che le risorse a disposizione del Comune per questo tipo di servizio sono piuttosto scarse (tra i 30 e i 50.000 euro l’anno) e vengono esaurite velocemente. Molte delle richieste, dunque, non vengono soddisfatte e si crea una graduatoria con tempi di attesa che sfiorano i 4 anni. «Il servizio è iniziato a fine 2008 e a oggi sono pervenute circa 1.160 domande – spiegano da Sistema ambiente – Finora sono state circa 750 quelle soddisfatte, in media un centinaio l'anno». Solo il 60% del totale, dunque.

Gli altri 410 cittadini che hanno fatto richiesta devono aspettare il loro turno e soprattutto attendere che il servizio venga rifinanziato: «Le richieste – prosegue l'azienda – vengono evase in base alla disponibilità dei finanziamenti e in ordine cronologico. Eccezion fatta per le ordinanze di rimozione che arrivano dalla municipale e che vengono soddisfatte con priorità». Il quantitativo di amianto smaltito sinora si aggira tra le 40 e le 50 tonnellate: si tratta in prevalenza di lastre di eternit. C’è anche la strada del privato ma i costi, seppur calati negli anni, sono piuttosto elevati: «Smaltire un tetto di 300 metri quadri – spiegano gli addetti ai lavori – costa 7-8mila euro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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