Sicurezza
Corghi, i lavoratori incrociano le braccia
Lo sciopero è un successo, ora i sindacati chiedono risposte chiare e veloci ai vertici dell’azienda
PIEVE FOSCIANA. I lavoratori incrociano le braccia. Lo sciopero di 8 ore della Corghi spa di Pieve Fosciana, con presidio davanti ai cancelli, è pienamente riuscito. Martedì scorso la fabbrica è rimasta chiusa e il camion che doveva partire con un carico di prodotti è rimasto fermo sul piazzale. Soddisfazione per la buona riuscita dell’iniziativa viene espressa dal segretario provinciale della Fiom Mauro Rossi.
«La direzione aziendale – si legge in una nota del sindacato – deve capire che la sua scelta di riconvertire la produzione in semplice attività di montaggio di prodotti fatti altrove (nei Paesi con bassissimo costo del lavoro ) non può avere il consenso dei lavoratori. I lavoratori della Corghi sono disponibili a collaborare con la società, magari facendo sacrifici come hanno fatto in questi anni, purché si mantengano le caratteristiche produttive dello stabilimento di Pieve Fosciana. L'aumento della l'attività di montaggio in Garfagnana è possibile se è complementare all'attuale lavoro sulle macchine e nella carpenteria, no se diventa una attività sostitutiva di quella che ha caratterizzato la storia di questo stabilimento».
«Vogliamo risposte chiare e in tempi veloci – prosegue la nota del sindacato – vogliamo la dimostrazione che la proprietà della Corghi crede ancora in questo sito produttivo, vogliamo certezze sul futuro e il semplice montaggio non dà alcuna certezza. Chiediamo – conclude il segretario provinciale Mauro Rossi – che al prossimo incontro la direzione aziendale si impegni a uno specifico investimento che dimostri di non voler abbandonare la missione che il sito di Pieve Fosciana ha sempre avuto all'interno degli equilibri produttivi del gruppo».
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