Il Tirreno

Lucca

Colori Italiani srl presentata un’altra istanza di fallimento

di Luca Tronchetti
Colori Italiani srl presentata un’altra istanza di fallimento

Dopo l’ammissione al passivo di cinquanta creditori la sezione civile della Corte d’Appello revoca la declaratoria

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LUCCA. Le sentenze non si commentano. S’impugnano. E in questo caso non si tratta di sentenza, ma di decreto che non provoca giudicato. Il caso in questione - non certo l’unico in Italia e nemmeno in Lucchesia visto che il 15 giugno 2012 se ne era verificato un altro e ben più clamoroso come quello dell’Eurosak di Porcari - riguarda la Colori Italiani Distribuzione srl attività di calzature con sede prima in via Fillungo e poi in via San Paolino dichiarata fallita il 22 settembre 2015 dal collegio composto dal presidente Giulio Giuntoli, dal delegato Giacomo Lucente e dal giudice Carmine Capozzi dopo che aveva trasferito la propria sede legale da Lucca a Milano. Per i giudici lucchesi per cercare di evitare il crac che non aveva comunque consentito di aggirare l’articolo 9 della legge fallimentare legato alla competenza territoriale che risultava incardinata nella nostra città. Una declaratoria giustificata in base ad almeno tre decreti ingiuntivi immediatamente esecutivi e con un debito superiore ai trentamila euro. Non solo. Il curatore fallimentare Domenico Baldassarri il 10 maggio, data di fissazione dell’esame dello stato passivo, aveva raccolto 50 tempestive ammissioni al passivo da parte dei creditori (in prevalenza dipendenti assunti e subito licenziati senza aver avuto il corrispettivo).

Il colpo di scena. Quella sentenza di fallimento era stata, legittimamente, osteggiata dal legale della Colori Italiani Distribuzione srl che aveva chiesto la revoca alla sezione civile della Corte d’Appello di Firenze. E il 16 maggio, quindi sei giorni dopo le 50 ammissioni allo stato passivo, la prima sezione della Corte d’Appello ha accolto il ricorso revocando il fallimento e respingendo la richiesta risarcitoria presentata dalla ex amministratrice della Colori Italiani Distribuzione. Per la corte d’Appello fiorentina i colleghi lucchesi hanno confuso lo stato d’insolvenza e l’impotenza strutturale con una situazione di semplice e contingente difficoltà economica. E la riprova del ragionamento dei giudici fiorentini è una diminuzione dei debiti contratti dalla società con banche e fornitori.

La risposta. Il fascicolo adesso si trova al tribunale di Milano. Ma i creditori e la curatela sono pronti a presentare proprio al tribunale meneghino una nuova istanza di fallimento nei confronti della Colori Italiani Distribuzioni srl. E potrebbero farlo autonomamente, come fecero con successo i giudici lucchesi per il caso Eurosak, gli stessi giudici fallimentari milanesi attraverso un ricorso in Cassazione che annulli la sentenza della prima sezione della Corte d’Appello. La partita è ancora aperta.

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