Gioco
Religione e arte La foto della cattedrale in regalo per i lettori
Il primo scatto della nostra collezione è per San Martino Presente già nel 724, ospita capolavori e il Volto Santo
LUCCA. Con l'immagine della cattedrale di Lucca questa mattina debutta nelle edicole “Lucca di notte”, la nuova iniziativa editoriale del Tirreno.
Con la copia del giornale i lettori riceveranno in omaggio la prima delle ventiquattro fotografie, a colori e di alta qualità, che compongono la raccolta e di cui è autore Fabio Muzzi, apprezzato fotoreporter in tutto il mondo. Insieme alla stampa, nell'uscita del 30 sarà dato in regalo anche il raccoglitore.
La distribuzione proseguirà venerdì 1° luglio per poi andare avanti, dopo la pausa del weekend, fino al 2 agosto per cinque giorni la settimana, dal lunedì al venerdì.
Uno scatto particolare quello realizzato da Muzzi al duomo di San Martino. Il fotografo è infatti salito in via eccezionale nelle ore notturne sulla cima del campanile della chiesa di San Giovanni e Reparata, che si trova di fronte: opportunità resa possibile dalla disponibilità del rettore della cattedrale, don Mauro Lucchesi, e di Maria Pia Bertolucci, responsabile del museo della Cattedrale.
A occasione unica ha corrisposto una foto unica, con una rara visuale della chiesa e della piazza S. Martino – insieme all'attigua piazza Antelminelli - avvolte nel cielo blu di una serata primaverile, dove fa capolino anche la luna.
L'autore precisa di aver composto la fotografia con due immagini. Poiché al momento dello scatto il campanile era ingabbiato per i restauri – tuttora in corso -, ha inserito una veduta della torre estratta da un suo precedente scatto, realizzato di giorno dal medesimo punto.
I lavori al campanile dovrebbero finire entro luglio. In tempo, quindi, per farsi ammirare dai turisti, libero dai ponteggi, e soprattutto per i festeggiamenti del Settembre lucchese, il momento più solenne per il principale luogo di culto della città.
Intitolato al santo del quale nel 2016 ricorrono i 1700 anni dalla nascita – Martino di Tours nacque nel 316 – l'edificio sacro è insieme duomo e cattedrale di Lucca, come chiesa più importante e sede episcopale. Il suo assetto attuale è frutto di varie edificazioni, inseritesi armonicamente una dietro l'altra nel corso dei secoli. Diventò cattedrale nel 724, prendendo il posto di San Giovanni e Reparata, ed era stato costruito nel secolo precedente per volere del vescovo Frediano, legato al culto di Martino.
A farlo riedificare nel decennio 1060-70 fu Anselmo di Baggio, vescovo e poi papa con il nome di Alessandro II. Un nuovo intervento si ebbe ai primi del 1200, quando fu chiamato Guidetto da Como ad eseguire la facciata, caratterizzata dal grande portico a tre arcate, le cui decorazioni a bassorilievi vennero realizzati tra il 1233 e il 1260 da maestri lombardi e da Nicola Pisano. Altri lavori, tra cui l'abside, videro la luce nel corso del XIV secolo.
Intorno al 1390 la struttura del duomo era finita: le uniche modifiche successive furono le Cappelle del Sacramento e del Santuario ai lati dell'abside, l'una nella prima metà del 1500 e l'altra un secolo dopo. L'assetto interno venne rivisto tra il 1373 e la fine del XV secolo. Vi si trovano molti dipinti, tra i quali un Tintoretto, la “Madonna col Bambino e i santi” di Domenico Ghirlandaio, e innumerevoli opere di Matteo Civitali, il maggiore scultore lucchese. Di Civitali è anche la cappella che custodisce il Volto Santo, il celebre crocifisso di legno oggetto di un culto millenario e protagonista della devozione dei lucchesi, che non si fanno mancare un passaggio nel tempietto al termine della processione di Santa Croce.
Proprio recentemente è stato “liberato” dalle impalcature parte del transetto, che era ingabbiato da vent’anni in un importante restauro dopo che erano emersi grossi problemi di staticità. Problemi che avevano portato anche a dover installare una grossa impalcatura esterna, fra il transetto e il museo del duomo, per evitare rischi di crolli disastrosi.
Ancora rimangono da fare importanti lavori, soprattutto sulle campate orientali, ma già la Cattedrale è ritornata più vicina al suo antico splendore. Con tanto di una preziosa statua di San Martino, “nascosta” in alto ma che, per la sua particolarità e suggestione, i restauratori e i responsabili della Cattedrale hanno deciso di far “scendere” al piano terra, così che possa essere ammirata da chiunque.
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