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Lucca

«Dopo il tramonto la città è speciale»

«Dopo il tramonto la città è speciale»

Così la pensa Arturo Lattanzi, presidente della Fondazione Crl, uno degli sponsor dell’iniziativa

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LUCCA. «Il fascino di Lucca dopo il tramonto è paragonabile a quello di poche altre città. È un qualcosa in più e potrebbe diventare un valore aggiunto».

Così la pensa Arturo Lattanzi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, uno dei preziosi sponsor che hanno permesso la realizzazione della nostra iniziativa editoriale “Lucca di notte”, composta da ventiquattro foto in notturna del territorio. Lattanzi, confermando il suo consueto understatement, non vuole toni agiografici ed evita quindi di entrare nel merito di questa, come delle altre numerose sponsorizzazioni sostenute dalla Fondazione. Non si tira indietro, invece, nell'esprimere la sua opinione sulla vita notturna della città, argomento peraltro molto discusso negli ultimi tempi a proposito della movida.

«Tenuto conto del fascino di Lucca – dice –, penso che la sua vita notturna dovrebbe essere organizzata in modo opportuno e con il senso della misura, ricercando e trovando le migliori soluzioni per tempo e con equilibrio. Solo così la città di notte può essere un valore aggiunto».

Sicuramente un valore aggiunto e decisivo è stato il fiume di denaro che la Fondazione ha investito in questi anni nei restauri alla cattedrale di San Martino, protagonista della fotografia con cui “Lucca di notte” debutta nelle edicole. Nel triennio 2005-2008 lo stanziamento è stato di un milione e ottocentomila euro, nei tre anni successivi oltre un milione, mentre nel 2015-16 siamo a oltre un milione e mezzo, cui si aggiungono i finanziamenti per il recupero del campanile – attualmente in corso – e altri interventi programmati.

Il restauro al campanile segue quello che, a marzo scorso, ha permesso di concludere quasi definitivamente il lunghissimo percorso di recupero – durato una ventina d'anni – del transetto nord e di altre parti della chiesa. Al contrario dei precedenti, quei lavori si sono svolti in grande velocità. Sei mesi per sistemare le decorazioni pittoriche sulle volte e le membrature lapidee di pilastri, capitelli, pareti, trifore e sculture; ripristinare il lato esterno del portale di accesso e restaurare le porte lignee della facciata, oltre alla vetrata e a due altari tardo cinquecenteschi delle navate laterali.

(p.t.)

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