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Complotto anti-Eni Bacci ascoltato a Siracusa

LUCCA. Il partron della Lucchese Andrea Bacci ascoltato come persona informata sui fatti dalla procura di Siracusa, in merito a un’inchiesta per corruzione internazionale. La notizia è apparsa ieri...

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Il partron della Lucchese Andrea Bacci ascoltato come persona informata sui fatti dalla procura di Siracusa, in merito a un’inchiesta per corruzione internazionale. La notizia è apparsa ieri sul Fatto Quotidiano, in un articolo a firma di Antonio Massari.

Pressioni sul Giglio Magico per far cadere Claudio Descalzi, amministratore delegato dell’Eni, fortissimamente voluto dal premier Matteo Renzi. E non solo. Un progetto per danneggiare lo stesso Renzi se il complotto contro Descalzi non fosse andato in porto. È questo lo scenario raccontato dal fatto sul quale sta indagando la procura di Siracusa, guidata da Francesco Paolo Giordano, che sta vagliando le dichiarazioni di alcuni testimoni per verificarne l’attendibilità. Tra questi c’è anche il patron Andrea Bacci

La procura ha deciso di convocare Bacci, assieme al sottosegretario Luca Lotti e al direttore degli aeroporti Toscani Marco Carrai, per conoscere la loro versione dei fatti e verificare se esistano adeguati riscontri alla tesi del complotto. Un complotto che, secondo lo scenario delineato dalle testimonianze finora raccolte, avrebbe previsto un passaggio ulteriore: danneggiare il premier – che di Descalzi è un convinto sostenitore – per convincerlo a non sostenere più il numero uno di Eni. Secondo il Fatto Bacci ha raccontato ai pm di aver incontrato nel 2015, durante il forum del made in Italy, un facoltoso uomo d’affari iraniano. Durante l’incontro il businessman gli avrebbe parlato della pssibilità di chiudere affari piuttosto consistenti ma nello stesso tempo si sarebbe presentato come sponsor di Umberto Vergine alla guida dell’Eni.

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