Il Tirreno

Lucca

Silenzio e magia nel centro

Silenzio e magia nel centro

Niente caos e rumore: tredici foto raccontano l’altra faccia della città

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LUCCA. Via Fillungo, deserta e quasi sospesa nel tempo. E poi le piazze, dove nel silenzio della notte gli unici rumori sono quelli delle foglie mosse dal vento o dell'acqua che esce dalla fontanella. La città come non si vede mai, quando tutto o quasi si ferma.

Sono tredici le fotografie che “Lucca di notte” dedica al centro storico: immagini che catturano, affascinano e fanno volare di fantasia. Come porta San Pietro, uno degli accessi più trafficati, ritratta da Fabio Muzzi al suo interno. Guardando la foto, è difficile pensare al consueto via vai di auto e pedoni che ogni giorno va in scena sotto la più antica porta delle Mura rinascimentali.

Più facile tornare a cinque secoli fa e immaginare soldati in armatura, intenti a regolare gli ingressi dei forestieri che da lì erano obbligati a passare per entrare dentro la città. Ancora più indietro nel tempo ci conduce lo scatto di porta San Gervasio, edificio con una coppia di torrioni risalente alla metà del 1200 e uno dei due accessi rimasti delle Mura medievali. Anche in questo caso pare di veder scorrere la vita di allora, con i grandi portali che si aprivano e si chiudevano, i ponti levatoi, il fossato subito fuori dai torrioni e l'antica circonvallazione che passava davanti.

Ma al lungo periodo dell'età di mezzo fanno tornare anche altre foto della raccolta. A partire dall'ex convento di San Francesco, il grande complesso recuperato dalla Fondazione Cassa di Risparmio, di cui Muzzi ha fotografato un chiostro, bellissimo nella sua simmetria. E poi la città presa dall'alto, con la Torre delle Ore che svetta sui tetti e sui campanili, la cattedrale di San Martino e le chiese di San Michele e San Frediano, fino a villa Guinigi, oggi museo nazionale.

Ci sono poi le Mura, con la passeggiata e una sortita immerse nelle ore magiche del tramonto, e la sua ex Casa del Boia, edificio carico di storia e di curiosità, anch'esso tornato a nuova vita.

E la vitalità irrompe dal giardino di Palazzo Pfanner, meraviglia barocca di fine Seicento-inizi Settecento. Infine il cuore della città, via Fillungo e piazza Napoleone, colte nel pieno della notte: le stesse di ogni giorno, ma così diverse in mezzo al silenzio e alla solitudine. Due facce della stessa medaglia, una medaglia di fascino e bellezza che, da qualsiasi parte la si giri, non può che lasciare a bocca aperta.

Paola Taddeucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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