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Lucca

Istruttore di nuoto indagato per violenza

Istruttore di nuoto indagato per violenza

La vittima sarebbe stata una bambina di dieci anni che frequentava un corso In caso di condanna rischia la perdita dei benefici ottenuti in altri processi

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LUCCA. Iscrivere la propria figlia di soli dieci anni ai corsi di nuoto presso una piscina comunale della provincia per poi scoprire l'orrore.

La bimba tornando a casa racconta ai genitori di alcune “strane cose” che il suo istruttore le ha fatto fare. Tra singhiozzi e pianti i genitori si rendono conto che la piccola ha subito molestie di tipo sessuale e chiamano i carabinieri.

Da quella denuncia presentata un paio di anni fa è venuta fuori una delicata e complessa attività investigativa che ha portato la procura di Lucca a chiedere il rinvio a giudizio per l'istruttore di nuoto della piscina comunale in concessione a una società privata che ha sede in provincia.

Gli inquirenti non hanno dubbi e chiedono al gup del tribunale cittadino il processo per il cinquantenne ritenuto responsabile di questo gravissimo e aberrante episodio di violenza.

«La minore di 10 anni - si legge infatti nella richiesta di rinvio a giudizio - era stata affidata per una lezione all'indagato che compiva atti sessuali consistiti nel prenderle più volte la mano e appoggiarla sui propri organi genitali».

All'indagato viene contestato il 609 bis, cioè la violenza sessuale aggravata perché la vittima è un minorenne. chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali. Con l'aggravante nel caso di minori. Agghiacciante quindi il resoconto della magistratura inquirente che il 15 luglio attenderà in aula le decisioni del gup.

I genitori sono parte offesa per conto della figlia minore e si costituiranno anche come parte civile nel procedimento. Ma c'è di più. «Con l'aggravante della recidiva reiterata ed infra quinquennale»: così scrivono i magistrati lucchesi. Sì perché a seguito di questa indagine su questo scabroso episodio è venuto fuori qualcosa di altrettanto inquietante. L'uomo assunto dalla struttura e tesserato come istruttore di nuoto della federazione che per lavoro era stato messo a stretto contatto con bambini ha più di un processo arrivato in giudicato con una condanna per reati legati alla droga o per lesioni.

E ora iIl presunto pedofilo se sarà riconosciuto colpevole oltre alla condanna rischia di perdere i benefici per le condanne precedenti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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