Sicurezza
Ex Lorenzini, il Comune chiede 738.000 euro
“Ingiunzione” alle aziende estromesse dall’appalto Entro dieci giorni dovranno liberare il cantiere
LUCCA. Dopo la rescissione del contratto, arriva la richiesta dei soldi. Oltre settecentomila euro che il Comune ha chiesto all’associazione di imprese che aveva vinto il contratto per la realizzazione del progetto Piuss all’ex caserma Lorenzini, quello intitolato “Asilo nido, museo del fumetto, centro congressi”.
Una nuova puntata, dunque, di una vicenda che ruota attorno a un’area di grande valore del centro storico che ormai da anni è quasi completamente inaccessibile, senza che i lavori previsti siano arrivati a termine. Le imprese, riunite in associazione, che si erano aggiudicate l’appalto erano la Pacifico costruzioni (Napoli), Spinosa costruzioni (Isernia), S.e.a.d. (Capannori), Effe ingegneria e costruzioni (La Spezia): avevano offerto un ribasso del 14,56% su una base di oltre sette milioni e mezzo. Il contratto era stato firmato nel maggio del 2012 e, a inizio 2015, erano state consegnate alle aziende le aree dell’intervento. Ma fin da maggio di quell’anno - ricostruisce il Comune - si era avuto «un andamento che divergeva in modo più che sensibile dal programma». E - si scriveva a dicembre scorso in una relazione - «il ritardo nell’esecuzione dei lavori accumulato fino ad oggi concreta un grave inadempimento da parte dell’appaltatore nelle proprie obbligazioni di contratto, tali da compromettere la buona riuscita dei lavori».
Così il Comune aveva dato via libera alla rescissione del contratto, con una delibera di giunta e poi con una determina a firma del dirigente dell’urbanistica (nonché responsabile del procedimento).
Parallelamente, però, sono andate avanti anche le verifiche dello stato di avanzamento dei lavori e dell’inventario di materiali, macchine e mezzi d’opera. Il lavoro svolto dal direttore dei lavori e del collaudatore ha così restituito il “conto” che sarà messo a carico delle imprese.
Nel dettaglio, risultano per ora eseguiti lavori per 458.593 euro e il Comune acquisirà materiali per 9.969 euro. Dalla cifra complessiva di circa 469.000 euro che sarebbe a credito delle aziende, però, vanno detratti i soldi per «minore funzionalità delle opere di consolidamento e per danni causati dalle perforazioni senza carotiere»: si tratta di 66.826 euro. Ma, soprattutto, alle imprese è stata addebitata una penale contrattuale pesantissima, di 817.239 euro. Inoltre, va anche sommato il primo certificato di pagamento dei lavori, che ammonta a 323.00 euro.
In totale, dunque, alle aziende viene chiesto di pagare entro 30 giorni la cifra di 738.047,88 euro. In alternativa, il Comune escuterà la fidejussione depositata presso la Zurich di Caserta che vale 559.458 euro, chiedendo così il pagamento della sola differenza.
Infine - ma non certo per importanza, perché incide sulla ripresa dei lavori - le aziende dovranno riconsegnare l’area entro 10 giorni dalla notifica dle provvedimento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
