Sicurezza
Raggira una vedova, geometra nei guai
S’impossessa di novemila euro che sarebbero dovute servire per istruire una pratica relativa alla tassa di successione
LUCCA. Tradita dal professionista che aveva incaricato, dopo la morte del coniuge, di esperire le pratiche relative alla tassa di successione in modo da entrare in possesso dei beni del defunto marito. E adesso nei guai con l’accusa di appropriazione indebita è finito un geometra di 54 anni residente a Lunata e domiciliato a Massarosa. Il sostituto procuratore Lucia Rugani ha inviato all’indagato, assistito dall’avvocato Umberto Grassi, l’avviso di conclusione delle indagini e adesso il professionista avrà venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o farsi interrogare dalla polizia giudiziaria per non finire davanti al giudice. Vittima del raggiro una pensionata di 64 anni, nata a Prato e residente a Viareggio che dopo oltre 120 giorni deve ancora riavere i soldi che illecitamente le sono stati sottratti.
I fatti. Nel luglio 2014, un mese dopo la morte dell’adorato marito, la vedova ultrasessantenne si reca in uno studio professionale a Viareggio. Parla con il responsabile, un geometra che conosce, e chiede di poter esperire il pratiche relative alla successione con alcune somme di denaro che dovevano rientrare dalla Svizzera. Il titolare dello studio indica un collega, un geometra residente nel Capannorese. Sarà lui ad istruire la pratica. Un’operazione di routine che richiede poco più di due mesi considerando le ferie estive. Ad inizio ottobre il geometra incaricato riferisce alla vedova che occorre la somma di 9890 euro quale imposta di successione mentre il suo onorario è 1900 euro. La pensionata non fa una piega: compila un assegno per un importo complessivo di 12454 euro. Un mese dopo il professionista incaricato conferma che ha effettuato il versamento dovuto all’Agenzia delle Entrate trattenendosi la parte relativa ai suoi emolumenti e consegnando la fotocopia dell’avvenuto pagamento effettuato tramite sportello bancario.
Il raggiro. L’amara verità emerge il 10 dicembre quando la donna riceve una notifica di non effettuato pagamento con aggiunta degli interessi di mora dall’Agenzia delle Entrate. Spaventata si precipita nello studio professionale di Viareggio e chiede spiegazioni. Inizialmente il geometra incaricato sostiene che si tratta di un errore, ma la donna si rivolge al responsabile dello studio professionale e insieme si recano alla banca dove è stato effettuato il pagamento. L’assegno legato alla tassa di successione pagata non ammonta a 9890 euro, ma soltanto a 1900 euro. E soprattutto la firma olografa è apocrifa. Anche sulla dichiarazione della tassa di successione sono cancellate cifre e numeri tanto da far apparire la liquidazione di imposta ipotecaria per la somma di 370 euro invece di 6370 euro e quella catastale 3285 euro viene indicata come 1285 euro. È il 10 gennaio scorso e il geometra infedele, una volta smascherato, ammette dopo un po’ di tentennamento di essersi appropriato di quel denaro per fini privati.
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