Italia
Piana e Valle protagoniste di Lucca di notte
Dalla quercia delle streghe a Isola Santa Tutta la lucchesia negli scatti di Fabio Muzzi
LUCCA. La raccolta di fotografie che i lettori del Tirreno troveranno in regalo allegate con il giornale da giovedì prossimo si chiama “Lucca di notte”. Ma in realtà non è solo la città dell’arborato cerchio ad essere protagonista degli scatti di Fabio Muzzi, che sono riusciti a catturare la bellezza dopo il tramonto anche di tanti luoghi della Piana e della Valle del Serchio.
Luoghi che possono essere carichi di storia e di suggestioni secolari - se non di più. Oppure che possono regalare emozioni legate alla natura. Partiamo proprio da questo secondo caso e da una delle grandi attrazioni della piana di Lucca, al confine fra Capannori e Montecarlo: la “quercia delle streghe”, la grande pianta che l’obiettivo e la capacità tecnica di Fabio Muzzi riescono a restituire in tutto il fascino e, soprattutto il mistero. Un mistero durato trecento anni, l’età stimata della grande quercia che ha una chioma dal diametro di una quarantina di metri. Costellato da leggende come quella che vorrebbe che Pinocchio avesse sepolto proprio qui i suoi denari su suggerimento (interessato) del Gatto e della Volpe.
Di leggenda in leggenda (o frse no, chissà se c’è un elemento di verità): andiamo poco lontano per arrivare a San Gennaro, nella pieve premillenaria. Che, fra gli arredi al suo interno, conterrebbe anche un angelo in terracotta che sarebbe stato realizzato dal giovane Leonardo da Vinci, al tempo del suo apprendistato nella bottega di Andrea del Verrocchio. Attribuzione recente, a fine anni Novanta, dovuta al professor Carlo Pedretti. Abbia o meno Leonardo lavorato sull’angelo in terracotta, la pieve di San Gennaro rimane comunque bellissima e più che degna di apparire nella nostra raccolta di foto.
Sempre nella Piana, non può mancare un passaggio da Altopascio: città di antichi natali e di grandi tradizioni, ritratta in una quiete quasi innaturale nel suo centro vivo e, di giorno, affollato di persone e automobili. Muzzi ha immortalato il municipio e la piazza accanto ad esso, con gli inconfondibili nove cipressi e, alle spalle, il campanile. Piazze che sono luoghi di vita, luoghi di socialità e di incontri: come piazza Carrara nel centro di Montecarlo, altra foto di Muzzi e altra magia immortalata dall’obiettivo.
Un grande spazio è poi riservato alle bellezze della Valle del Serchio. In un ideale viaggio lungo il fiume, verso la sorgente, incontriamo per primo il ponte del Diavolo: tappa obbligata per chiunque sceglie di fotografare questo spicchio di Toscana. Per questo è uno degli scatti più “inflazionati”, soprattutto su Internet: ma la maestria di Muzzi l’ha trasformato in qualcosa di diverso, unico e originale, soprattutto per quanto riguarda la gradazione dei colori.
Sempre di ponte si parla, ma questa volta per quanto riguarda la Lima, con il ponte delle Catene costruito dal grande architetto Lorenzo Nottolini su modello delle strutture sospese tipiche della Gran Bretagna. Una bellezza innegabile, ritratta da Muzzi all’imbrunire, che è stata anche riconosciuta dal World Monument Found. E il legame con il Regno Unito, e in particolare con la Scozia, è forte anche per un altro dei soggetti ritratti dal nostro fotografo. Parliamo, ovviamente, di Barga, arroccato sul suo colle con le facciate variopinte dei suoi palazzi, tanti dei quali sorti in epoca rinascimentale sotto la dominazione fiorentina. In alto, quasi a fare la guardia, lo splendido duomo di San Cristoforo, grande esempio di architettura romanica.
Tre sono, invece, le fotografie dedicate alla Garfagnana propriamente detta. La prima è una spettacolare panormaica di Castiglione. Perfetto esempio di fortificazione a difesa di un’importantearteria di comunicazione (la strada che attraverso il passo delle Radici collega Lucca a Modena), è ritratto da Muzzi con lo sfondo imperioso delle Apuane e, sopra, il cielo arrossato dal tramonto del sole dietro il mare della Versilia.
Nel comune di San Romano è invece la fortezza delle Verrucole, solitario castello nel verde dal quale si dice si possa godere il più bel panorama dell’intera valle del Serchio.
Per concludere - ma certo non per bellezza né per importanza - lo scatto magico che Muzzi ha ricavato dopo ore di attesa al borgo di Isola Santa. Un villaggio scampato alla sorte del più famoso Fabbriche di Careggine, sepolto dalle acque del lago di Vagli. Isola Santa fu in parte risparmiato quando si ricavò l’invaso del Turrite: gli edifici che ancora oggi emergono dall’acqua sono i protagonisti di uno delle foto più belle che, da dopodomani, troverete in edicola insieme al giornale.
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