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In sciopero i dipendenti della Lime

FORNACI DI BARGA. Mancano gli stipendi, le certezze di un piano industriale, e soprattutto i soldi della cassaintegrazione. E così, ieri mattina, fuori dal vecchio ingresso del polo metallurgico in...

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FORNACI DI BARGA. Mancano gli stipendi, le certezze di un piano industriale, e soprattutto i soldi della cassaintegrazione. E così, ieri mattina, fuori dal vecchio ingresso del polo metallurgico in Via Repubblica, i 24 dipendenti della Lime, un ramo d'azienda che faceva parte del gruppo Kme e che è stato ceduto alla società Lime Italy spa, hanno attuato uno sciopero di due ore con un presidio in strada in presenza delle rappresentanze sindacali aziendali e di quelle di Kme Group. La Lime, che di fatto occupa i locali e le attività della ex Luvata (società passata in più mani e che ha chiuso i battenti nel 2011), di fatto, almeno a Fornaci, non è operativa. Perchè la Lime ha dei reparti a Campo Tizzoro e a Fornaci, ma la sede in Mediavalle, dopo il trasloco dalla montagna pistoiese, non ha ancora iniziato la sua attività.

A ciò si aggiunga anche la mancata corresponsione degli stipendi di maggio. Ritardi che, a detta dei dipendenti, sarebbero una costante da qualche mese: «Siamo in un limbo - affermano fuori dai cancelli -, e abbiamo chiesto all'azienda un confronto, che non arriva mai. Il problema è sempre lo stesso: finché non arrivano alla Lime i bonifici di Kme, non ci sono i soldi per gli stipendi». La Lime si occupa di progettazione, lavorazione e all’assemblaggio meccanico, installazione degli impianti ai clienti.

Una catena di produzione completa, sempre all'interno del settore metallurgico. Il fatto è che, con il trasferimento a Fornaci di Barga, solo gli uffici di Campo Tizzoro hanno trovato collocazione. Il locale del polo fornacino che sarebbe dovuto essere adibito ad officina invece, non è idoneo per ospitare questo reparto. Troppo piccolo e difficilmente raggiungibile, e quindi diseconomico. Attualmente, i dipendenti (14 impiegati e 10 operai) sono in cassa integrazione fino ad agosto, ma ancora non si sa se cisarà una proroga fino almeno a dicembre. Ma i dipendenti un certo astio lo hanno in generale nei confronti di KME per l’aver ceduto questo ramo d’azienda. Intanto, nel pomeriggio di ieri, è arrivata la notizia che Kme ha ottenuto la proroga di due anni del finanziamento bancario da 505 milioni di euro in scadenza a luglio 2016: un’importante boccata d’ossigeno.

Nicola Bellanova

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