Il dolore
Centro ostaggio dei mezzi: «Ci sono troppe deroghe»
Vita difficile per chi si muove per le strade cittadine a piedi o in bicicletta. Camion e furgoni sono ovunque, ma non è detto che non siano autorizzati
LUCCA. Piazza San Michele: ore 11 del mattino di ieri. Ci sono diversi camion e furgoni, parcheggiati davanti a uno dei monumenti più visitati del centro storico o in movimento magari in direzione piazza Napoleone o via San Paolino. Poi ci sono i turisti, le signore con le buste della spesa, chi è in sella alla propria bicicletta, la mamma che spinge il passeggino: sono tutti costretti a fare lo slalom o ad aspettare il transito dei mezzi prima di poter passare, sono costretti a fare attenzione perché non sempre i mezzi camminano a passo d’uomo come invece dovrebbero visto che transitano nelle strade di un centro storico, per definizione a vocazione pedonale.
Perché se è vero che il tratto della piazza che mostra la foto in alto è considerato dal regolamento del Comune di Lucca un “percorso sosta carico e scarico”, è pur vero che i camioncini avrebbero dovuto fermarsi nell’isola preposta per il carico e lo scarico che si trova in via Vittorio Veneto. E invece sono lì, a poche decine di metri dal principale luogo d’incontro della città, dalla facciata della chiesa più ammirata della città. Possono? No, a meno che non siano in possesso di una deroga che glielo consente o non trasportino merci deperibili e quindi godano della possibilità di poter scaricare le merci direttamente al negozio o al locale.
Scavando in questo mondo che è quello dei permessi di Metro per il carico e lo scarico delle merci (categorie EC ed ED) e delle eventuali deroghe, viene fuori infatti che solo nei primi sei mesi del 2016, le deroghe annuali sono 39 mentre quelle giornaliere sono 151 a fronte di 492 permessi “regolari” annuali e 572 permessi “regolari” giornalieri. E il numero delle deroghe sale ulteriormente nel caso degli artigiani e dei riparatori (categoria DA): nei primi sei mesi del 2016 sono state 70 le deroghe concesse per un anno e addirittura 554 quelle giornaliere mentre quelle regolari annuali sono 1.223 e quelle regolari giornaliere 2.491. Numeri importanti che in parte spiegano perché le vie del centro spesso si intasano coi pedoni costretti a camminare rasenti al muro per evitarli. Una situazione che forse nel tempo è sfuggita di mano e che ora comincia a presentare il conto. Tanto che l’assessore al traffico Celestino Marchini è proprio sul problema delle deroghe-facili che si sta concentrando. «Le deroghe si rinnovano automaticamente di anno in anno - spiega Marchini - quindi, come nel caso di altre categorie di permessi, nel tempo sono aumentate. Ora con gli uffici stiamo verificando le deroghe per valutare quali siano quelle ammissibili e quali no. Molte delle deroghe infatti, riguardano ad esempio le fasce orarie quindi alla fine ci riduciamo ad avere traffico durante tutta la giornata». Ma come funziona il meccanismo delle deroghe? Chi sia interessato a ottenerla deve effettuare una richiesta all’Ufficio permessi con un giustificativo che specifichi i motivi per i quali si avanza la richiesta. La competenza per la concessione delle deroghe è del dirigente dell’ufficio traffico. In caso la richiesta venga accolta, la tariffa del relativo permesso annuale sarà pari al doppio di quella prevista per il secondo permesso. Stesso ragionamento per la deroga giornaliera o temporanea che sarà pari al doppio di quella ordinaria prevista per lo stesso. In teoria infatti, chi trasporta merci ordinarie (EC) può accedere ai varchi dalle 5 alle 10.30 e dalle 15 alle 16 dal lunedì al sabato. Per le merci deteriorabili invece la fascia è un po’ più ampia: a queste infatti si aggiunge anche quella dalle 18.30 alle 19.30 e quella della domenica e dei festivi dalle 8 alle 10. Per le merci ordinarie e deteriorabili (EC ed ED) alcune vie del centro sono però interdette: si tratta delle strade più centrali per servire le quali devono essere utilizzate le aree di carico e scarico merci appositamente istituite dal Comune - in tutto 12 - raggiungibili seguendo percorsi obbligati. «Quello delle deroghe è un problema che avevamo notato anche noi - dichiara l’assessore Lemucchi - anche se spesso sono anche necessarie. Le esigenze delle attività di somministrazione sono tante. Quindi stiamo facendo delle verifiche per revocare quelle non giustificate. E comunque finché non metteremo le telecamere nelle uscite sarà difficile anche controllare in maniera capillare».
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