Ladri svaligiano di nuovo l’ottica Cacini
Il titolare esasperato: «Ho già usato l’assicurazione per coprire i danni del furto di gennaio, ci rimetterò di tasca mia»
LUCCA. Non trova pace Emilio Cacini. Non riesce a credere di essere stato vittima dell’ennesimo furto nella sua ottica sul viale Europa a Marlia. Gli hanno portato via oltre 400 paia di occhiali nella notte tra sabato e domenica, tutti da sole, tutti “griffati”, dal valore di circa 150 euro l’uno. Armani, Miu Miu, Prada e Gucci: un furto da intenditori dunque, il secondo in cinque mesi. Il quinto o il sesto in pochi anni. Ma questa volta il bottino è davvero alto: supera senza dubbio i 60.000 euro, vetrina compresa.
«Ormai ho perso il conto dei furti che ho subìto», dice amareggiato. Ma il conto dei danni, quello purtroppo Emilio Cacini è costretto a farlo anche perché questa volta l’assicurazione potrebbe non coprire le spese necessarie. «Ne ho già usufruito per il furto di fine gennaio 2016 - dice carico di rabbia ma anche di sconforto - penso che ci rimetterò di tasca mia. Non ne posso davvero più ma non ho altra scelta».
Sono le 2.12 della notte tra sabato e domenica quando Emilio Cacini sente squillare il suo cellulare. L’orario insolito lo porta a pensare che sia successo qualcosa così controlla immediatamente sul display. «Ho visto che avevo ricevuto un messaggio - racconta - era l’avviso di un furto in corso nel punto vendita che ho a Marlia. Lì per lì ho pensato: “Non è possibile, mi hanno derubato appena cinque mesi fa”, non ci potevo credere. Ma alla fine mi sono alzato e sono corso in viale Europa. Sono arrivato in dieci minuti ma avevano già fatto razzìa di tutto. Il vetro della porta laterale era in frantumi, gli espositori erano per la maggior parte vuoti e dei ladri nessuna traccia».
Nessuna traccia o quasi. Davanti all’ingresso laterale dell’ottica infatti, ci sono ancora i segni delle sgommate del mezzo (un furgone o comunque un altro veicolo piuttosto robusto) che i malviventi hanno utilizzato per mandare in frantumi la vetrina del negozio riuscendo così ad agire indisturbati. Poco distante dall’entrata un piede di porco. E nient’altro.
«I carabinieri sono arrivati subito dopo di me - racconta ancora sconvolto il titolare - perché l’allarme è collegato con la loro centrale operativa. Il negozio in teoria è protetto da tanti sistemi di sicurezza, vetri “allarmati” e telecamere di sorveglianza comprese. Posso dire che ce li ho tutti ma come vede servono a poco. I ladri riescono comunque a farla franca, sempre». Non riesce a farsene una ragione Emilio Cacini: in qualche modo vorrebbe riuscire a tutelare sé e le sue attività. Oltre al punto vendita sul viale Europa a Marlia infatti, è titolare anche di altri tre negozi di occhiali: uno a San Vito, uno a Porcari e uno a Borgo a Mozzano.
Ma a quanto pare l’impresa è più che ardua. «Hanno rubato almeno quattrocento paia di occhiali da sole in pochi minuti - racconta -puntando i più costosi. Gli occhiali da vista non li hanno nemmeno toccati. Anche a gennaio rubarono solo occhiali da sole e anche in quell’occasione portarono via quelli firmati. Posso dire che i danni sono di più rispetto alla scorsa volta: si aggirano intorno ai 60.000 euro anche perché c’è da sostituire anche la vetrina andata distrutta».
Ora spetterà ai carabinieri ricostruire l’esatta dinamica del furto e tentare di individuare i responsabili. «Penso che abbiano agito più persone - spiega ancora il titolare - a gennaio le telecamere avevano ripreso tre persone con i cappucci in testa ma nonostante le immagini registrate non sono stati ancora trovati. I filmati registrati nella notte tra sabato e domenica riuscirò a vederli solo domani (ndr: oggi) e ovviamente saranno visionati anche dai carabinieri. Non penso che siano state messe fuori uso quindi qualcosa si vedrà di sicuro».
Una magra consolazione per Cacini che ormai sembra non avere più fiducia nella giustizia. «Penso amaro - dice - perché ho creduto in questo Paese e ho deciso di lavorare qui avviando delle attività. Ma se non si affronta il problema dell'ordine pubblico, se chi commette dei reati non paga per le sue colpe, se non si ripristinano i valori, questo Paese va in rovina. Chi lavora deve solo pagare le tasse ma poi, quando ha bisogno di un servizio puntualmente questo non funziona. È difficile lavorare in queste condizioni visto che alla fine sono soprattutto le persone oneste a rimetterci. Chi commette un furto in carcere non ci va quindi perché stupirsi del fatto che continuino a rubare». Ma alla fine l’amarezza lascia anche spazio a uno spiraglio di positività. «Non terrò il negozio chiuso nemmeno un giorno - conclude il titolare - Domani mattina (ndr: oggi) l’ottica Cacini sarà regolarmente aperta. Riassortiremo con gli occhiali da sole disponibili negli altri punti vendita».
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