Finanza
Risarcimento danni, calano le richieste
Dagli 89 contenziosi del 2011 si è passati ai 64 del 2015. Li gestisce direttamente l’Asl: tempi di liquidazione inferiori all’anno
LUCCA. Dopo il caso del rene sano tolto per errore a Guido Dal Porto, 56enne ex imprenditore di San Ginese, l’ospedale San Luca e l’Asl sono attaccati da tutte le parti. Per capire se qualcosa davvero non funziona nel presidio o se si tratta solo di critiche ingiustificate dovute al clamore della vicenda Dal Porto, abbiamo chiesto all’azienda sanitaria i dati sulle richieste di risarcimento pervenute nell’ultimo anno. Ecco cosa ci ha risposto l’Asl: secondo l’azienda dal 1° gennaio 2010, data in cui la Regione ha scelto di intraprendere la strada del pagamento sinistri a gestione diretta, nell'ambito territoriale di Lucca continua a crescere il rapporto di fiducia con i pazienti.
«Da sei anni - spiega il direttore della Medicina Legale e Clinical Risk Manager Massimo Martelloni - l'azienda non contrae più assicurazioni e gestisce direttamente i contenziosi. Questo consente di entrare in contatto con le persone, di partecipare alla loro sofferenza, di cercare di capire cosa è successo e di andare fino in fondo alle questioni. Il recupero di questo rapporto di fiducia ha portato ad una forte riduzione delle querele nei confronti degli operatori. Nel 2015 all'ex Asl di Lucca le richieste di risarcimento sono state 64 contro le 89 del 2011».
Delle 64 pratiche del 2015, l'analisi medico-legale e legale completata su 33 pratiche del primo semestre evidenzia che 10 richieste sono state accolte e liquidate, 21 richieste sono state respinte e 2 sono andate in accertamento tecnico preventivo (Atp) e sono in corso di giudizio. Per le 31 pratiche del secondo semestre 21 casi sono già stati analizzati in sede medico-legale e 10 casi sono in corso di analisi. Tutti i casi verranno portati in sede legale al Comitato Gestione Sinistri prossimamente. Ovviamente tutti i cittadini che si vedono respingere la richiesta e ritengono di essere nel giusto, possono adire le vie legali. Ma quello è un altro fronte, del quale non ci sono dati.
«In questi sei anni – prosegue Martelloni – da quando l'azienda si è dotata di una struttura autonoma interna che accoglie le cause civili e valuta caso per caso, si è registrata una costante diminuzione delle richieste, fino appunto al dato del 2015. Oggi la risorsa finanziaria a fine di risarcimento viene usata correttamente e quindi l'azienda sta risparmiando in maniera notevole rispetto al periodo in cui ci si affidava alle compagnie di assicurazione. Questa nuova maniera di trattare i contenziosi permette inoltre il pieno coinvolgimento dei professionisti che sono parte attiva, partecipano alle consulenze tecniche e sono quindi maggiormente responsabilizzati».
La differenza fondamentale rispetto al passato è, poi, che i sinistri, quando l'azienda riconosce la propria responsabilità, vengono liquidati in tempi congrui. Ciò accade in tutta la Regione Toscana, dove si è passati da una media di 1.686,5 giorni per la chiusura di un sinistro (nel 2006), a circa 349,6 giorni (dato del 2012, che oggi è in ulteriore miglioramento).
«Questo a conferma della trasparenza e della correttezza della nostra azienda e di tutto il sistema sanitario regionale - chiude il professor Martelloni - nella gestione delle richieste di risarcimento».
Insomma, gli errori succedono ma ora meno che in passato - pare dire l’Asl attraverso i numeri. E quando c’è da pagare lo si fa velocemente.
Nella sua nota, inoltre, l’azienda sottolinea che il settore della Medicina Legale, insieme alle altre Strutture aziendali coinvolte, sta portando avanti anche un'importante attività sul versante del rischio clinico. Le informazioni ricavate dal contenzioso vengono infatti trasformate in azioni di prevenzione. Se si individua un problema organizzativo, viene subito affrontato e possibilmente risolto.
Con le buone pratiche sono state tra l'altro garantite buone risposte: dalla campagna per le mani pulite all'uso corretto degli antibiotici, dal controllo dei cateteri venosi centrali agli schemi per la valutazione del rischio trombo embolico in ortopedia, fino alla corretta compilazione della documentazione clinica, con una conseguente significativa riduzione del contenzioso su queste tematiche.
«In tale ottica sono stati organizzati molti incontri specifici e conferenze di aggiornamento – conclude la nota dell’Asl – Per quanto riguarda il rischio clinico, nell'ambito ospedaliero e territoriale di Lucca sono stati inoltre effettuati corsi di formazione, che hanno coinvolto migliaia di dipendenti, e condotte verifiche applicative di buone pratiche e raccomandazioni ministeriali con checklist di controllo sul campo.
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