Italia
Partono i lavori al rudere dell’Uba Uba
Il complesso in viale Europa sarà demolito: al suo posto due edifici commerciali. Possibile arrivo di un marchio di elettronica
LUCCA. Addio a una delle grandi bruttezze di Lucca: sono iniziati i lavori che porteranno alla demolizione dell’Uba Uba, l’ex grande magazzino a San Concordio, ormai da anni ridotto a un rudere utile solo per i disperati che vi entrano per trovarvi un riparo.Al suo posto la proprietà (la società Veicolo immobiliare, che raggruppa una serie di imprenditori che gravitano fra Lucca e Pistoia, come la famiglia Carrara) vuole realizzare al posto degli edifici esistenti, che saranno abbattuti, due edifici a destinazione commerciale.
Un progetto molto diverso da quello che era stato avanzato in un piano attuativo risalente all’era Favilla (approvato nel 2008) che prevedeva al posto degli edifici che nacquero come cotonificio Di Grazie un centro direzionale e commerciale, con tanto di parcheggio sotterraneo. Un progetto faraonico, probabilmente anche troppo: con complicazioni di caratteristiche tecniche e (soprattutto) finanziarie, nel bel mezzo della crisi economica che stava per scoppiare. Così, per un bel po’ di anni questo progetto rimase nei cassetti. A redigerlo era stato l’architetto Lorenzo Pieri, che della Veicolo immobiliare era anche socio. Passato d’obbligo, visto che il noto professionista lucchese ha abbandonato la compagine (assieme ad altri seri soci) nello scorso mese di aprile.
Con il tempo la proprietà ha deciso di aggiustare il tiro. E il progetto è stato completamente rivisto, ad opera del compianto ingegner Mauro Molteni e del suo collega Andrea Provenzali. Un restyling che ha ridotto le previsioni di volumetria e di impatto, con gli edifici che dovrebbero nascere più arretrati rispetto a quello attuale.Anche questo secondo progetto già da qualche anno è al centro di discussioni fra proprietà e amministrazione comunale. A ottobre 2013 la Veicolo immobiliare aveva chiesto un parere sul nuovo progetto. Il luglio successivo, era stata avanzata la richiesta di permesso di costruire, poi rilasciata dal Comune il 19 ottobre. Da quel momento, però, tutto si era come bloccato. Il perché di questa impasse lo ha spiegato, poco più di un mese fa, l’assessore all’urbanistica Serena Mammini, pubblicando la corrispondenza intercorsa negli ultimi tempi con la proprietà. Che si era dichiarata «colta in contropiede» dalla velocità con la quale l’amministrazione aveva rilasciato i permessi.
Spiegando, d’altra parte, che ancora dovevano svolgersi trattative commerciali fra la proprietà e gli «utilizzatori finali, che sono oggetto di valutazione sia in termini economici che tecnici». Prevedendo poi comunque l’avvio dei lavori - come effettivamente è successo - entro la fine del mese di giugno. L’assessore Mammini, da parte sua, ha ricordato che l’amministrazione «per rimettere in carreggiata tutto l'iter ha dovuto fare un notevole lavoro. Più volte ci siamo imbattuti in procedimenti a dir poco “bislacchi”... al punto che non sono andati avanti. E per certi aspetti meno male perché erano fuori misura, proiettati a sfruttare al massimo il potere edificatorio, con standard di verde che per lo più erano aiuoline per “defecatio canis”». Ancora da definire quali saranno gli esercizi che avranno sede nei nuovi negozi. Fra le ipotesi, lo sbarco di un gruppo leader nel settore dell’elettronica di consumo.
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